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Covid, paziente morto dopo 8 mesi di positività. Bassetti: “Caso internazionale”

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La vittima, nonostante le cure, non era riuscita a negativizzarsi dal virus nel corso di tutti i 250 giorni.

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Un paziente è morto dopo 8 mesi di positività al Covid. È accaduto all’ospedale San Martino di Genova dove adesso il caso verrà studiato per comprendere il motivo della sua continua positività al virus.

Covid, paziente morto dopo 8 mesi

Positivo per un periodo lungo 250 giorni e adesso il caso sta diventando di interesse internazionale.

Il paziente non si era mai negativizzato in tutti questi mesi. Era immunodepresso e soffriva di patologie che ostacolavano le cure contro il Covid.

Ma la faccenda rimane comunque particolarmente inedita proprio a causa dei tanti mesi di positività. Per il primario dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti, questo rappresenta un caso di rilevanza internazionale. Le cartelle cliniche del paziente deceduto adesso verranno studiate approfonditamente dal gruppo di medici guidato dal primario.

La loro intenzione è quella di pubblicare i risultati su una rivista scientifica che possa spiegare il caso. “Si tratta di un record internazionale – spiega Bassetti ecco perché abbiamo deciso di metterlo all’attenzione della comunità scientifica. Anche questa vicenda continua a farci rendere conto quanto ancora dobbiamo sapere su questo virus“.

Questione vaccino, obbligatorietà o libera scelta

Intanto con l’arrivo dei vaccini in Italia si fa sempre più pressante la questione relativa alla loro obbligatorietà.

Sono tanti, tra cui il professor Galli, direttore del Sacco di Milano, a spingere per l’obbligatorietà al vaccino anti Covid per i medici. “Se rifiutano il vaccino che cambino mestiere” – ha affermato ad Agorà il direttore.

Sarebbero tanti, infatti, medici e infermieri molto scettici e contrari alla somministrazione del vaccino. Ma una loro contrarietà vorrebbe significa il pericolo di tutti i pazienti che entrano giornalmente in contatto con loro.

Si ragiona dunque se istituire o meno l’obbligatorietà al vaccino per medici e operatori sanitari. Ma non solo, sono molti anche coloro che chiedono anche l’obbligo per tutto il personale scolastico e della pubblica amministrazione.

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.


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Maria Zanghì

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.

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