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Covid, nasce unione vedove delle vittime della pandemia

Il gruppo italiano si chiama "Unite dall'amore" e anche il suo nome. "Nato per non sentirci sole"

covid morti

Un gruppo di donne ha deciso di riunirsi in un’associazione vedove dopo la morte dei loro compagni e mariti per via della pandemia da Covid 19. “Per sentirci meno sole” ha riassunto la creatrice del gruppo “Unite dall’amore” Laura Mambriani, intervistata da Fanpage.

L’associazione “nasce da un’esigenza comunicativa. Eravamo tutte iscritte a un gruppo Facebook che si chiama ‘Noi denunceremo’ del quale fanno parte tutte le vittime della pandemia che vogliono portare avanti cause civili per avere giustizia. In questo gruppo ho raccontato la mia storia e mi sono messa in contatto con altre donne che col tempo sono diventate mie amiche di post. Ad un certo punto abbiamo creato una chat su messenger per poter parlare in privato.

Si chiamava ‘Unite dal dolore’ e allora eravamo in 15.

Covid, nasce unione vedove

“Col tempo siamo diventate amiche e abbiamo trovato un valido sostegno l’una nell’altra – continua Laura -. Ci capiamo profondamente perché abbiamo vissuto la tragedia in prima persona. Riusciamo ad affrontare sensazioni che non possiamo comunicare ai familiari, agli psicologi o ai nostri figli, perché ci sentiamo davvero comprese soltanto da chi sa cosa vuol dire rimanere soli.

Abbiamo imparato ad elaborare il lutto e ci sosteniamo attivamente l’una con l’altra”.

“Nel nostro gruppo (ora di 20 donne da tutta Italia) ci sono anche mamme giovanissime che sono rimaste da sole con figli piccoli con i quali spesso non riescono a comunicare – continua -. Sono quelle alle quali guardiamo più le spalle”.

Alla fine sono diventate amiche confrontandosi “sulle cose che sentiamo, ma anche chiacchierando durante i weekend in videochiamata”. E ancora: “Ci siamo promesse che un giorno ci incontreremo, veniamo da tutta Italia: da Como fino alla Sicilia. Ormai siamo amiche per la vita. A volte riusciamo a comprendere dei sentimenti che a un altro che non ha il nostro bagaglio di esperienze sembrano quasi cattivi”.

Il gruppo ha inoltre intenzione di creare vari eventi commemorativi. “A capodanno abbiamo fatto il primo. In memoria delle nostre vittime abbiamo deciso di lanciare in aria 20 palloncini con i nomi dei nostri compagni. Dei semplici palloncini bianchi. Li abbiamo fatti volari da Napoli, Venezia e Lodi. Da allora, dopo i video sui social, altre donne hanno iniziato a conoscere la nostra realtà e si stanno avvicinando al nostro gruppo. Si tratta di una cosa bella e inaspettata nella tragedia, qualcosa che ci tiene anche impegnate. Una di noi ha dipinto un logo per il gruppo: un palloncino bianco che vola. Ci sta aiutando a guarire, anche se il dolore probabilmente non ci lascerà mai”.

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