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Brusaferro sulle varianti: “Serve grande prudenza, rafforzare misure”

Il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro ha commentato la presenza di varianti Covid in Italia, auspicando un rafforzamento delle misure di contrasto.

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Nella giornata del 19 febbraio il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro è tornato a parlare della diffusione delle varianti Covid nel nostro Paese. Nel corso della consueta conferenza stampa dov’è stato presentato l’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto, Brusaferro ha lanciato un appello affinché venga attuato un rafforzamento delle misure di contrasto alla pandemia, proprio riguardo l’aumento della presenza delle varianti inglese, sudafricana e brasiliana in Italia.

Covid, Brusaferro sulle varianti

Durante la conferenza, Brusaferro ha infatti dichiarato che: “Con le varianti che circolano e i segnali di ricrescita dei casi, serve grande prudenza, un rafforzamento e l’intensificazione delle misure, anche con provvedimenti restrittivi mirati come stanno già facendo alcune Regioni”. Tuttavia il presidente dell’Iss precisa: “Non userei la parola allarmismo, direi che noi dobbiamo essere consapevoli di una fase storica delicata dove abbiamo degli strumenti importanti come le vaccinazioni che stanno crescendo e ci danno primi segnali molto positivi”.

Parlando invece della diffusione delle varianti nelle varie zone della penisola, Brusaferro ha aggiunto: “Stiamo vedendo la circolazione di varianti sia quella più nota, la variante inglese che circola ampiamente ed è destinata a diventare la variante dominante, in tutta Europa, ma anche focolai di variante brasiliana in centro Italia e casi di variante sudafricana, in gran parte piccoli cluster di importazione”.

Sempre da Brusaferro è giunta inoltre la conferma dell’aumento dei contagi nelle fasce di popolazione più giovane, oltre ad un leggero aumento dei nuovi casi nella popolazione generale: “Il nostro Paese è in una situazione stabile con una leggera ricrescita dell’incidenza.

Ma siamo in una posizione abbastanza favorevole rispetto ad altri Paesi Ue. L’epidemia è soggetta a possibili ondate e occorre guardare a questo”.

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