Negli ultimi giorni il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato al centro di una serie di attacchi informatici legati a gruppi filorussi noti con il nome “NoName”. I criminali hanno messo in vendita sul dark web informazioni personali del vice premier e dei suoi familiari, scatenando l’intervento del Garante della Privacy e lanciando un’allarme sulla vulnerabilità delle istituzioni.
Durante una visita alla nova “direzione cyber” della Farnesina, Tajani ha dichiarato che c’è una strategia in atto e che l’Italia deve reagire dal punto di vista tecnologico, chiedendo al G7 di inviare “un segnale forte” e di rafforzare l’unità di intenti tra le democrazie per contrastare la guerra ibrida che sta colpendo i sistemi democratici.
Le indagini a livello europeo: Europol, FBI e la procura di Parigi
Europol ha programmato una riunione investigativa con le forze di polizia di tutti i Paesi interessati, per raccogliere le tracce degli ultimi attacchi hacker e dei falsi allarmi bomba che hanno colpito voli europei. In Italia, le autorità stanno analizzando le minacce inviate via e-mail a compagnie aeree, mentre Eurocontrol ha segnalato 35 voli interessati da allarmi bomba in tre giornate.
Parallelamente, la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per scoprire se dietro i messaggi falsi vi siano potenze straniere. L’FBI, invece, ha informato la polizia portoghese di minacce di bomba su un volo Ryanair Roma-Lisbona e su due voli TAP diretti a Parigi e Copenaghen, dimostrando la portata transnazionale del fenomeno.
Reazioni politiche e istituzionali in Italia
Il Garante della Privacy ha ammonito media e siti web a non diffondere i dati rubati, ricordando che l’acquisizione illecita di informazioni personali viola la normativa sulla protezione dei dati, anche per figure pubbliche. Nel frattempo, leader politici hanno espresso solidarietà a Tajani: la premier Giorgia Meloni ha condannato la vendita di informazioni riservate, Elly Schlein ha definito gli attacchi informatici inaccettabili e ha chiesto un rafforzamento della difesa digitale, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che la guerra ibrida è già in corso e richiede una risposta più proattiva.
Il ministro Tajani, dal suo profilo X, ha ribadito che non si farà intimidire dalle minacce, promettendo di rafforzare la collaborazione con gli alleati e di consolidare la “direzione cyber” istituita dal 1° gennaio, per proteggere ulteriormente le istituzioni italiane da azioni criminali legate a stati ostili.
