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De Laurentiis e il Bari Calcio: le ombre sugli affari di calciomercato

De Laurentiis e il Bari Calcio: le ombre sugli affari di calciomercato

Le operazioni di calciomercato tra Napoli e Bari sono finite sotto la lente della giustizia. Scopri come gli affari tra i due club hanno portato alla bancarotta del Bari Calcio e alle indagini su Luigi e Aurelio De Laurentiis.

Aurelio e Luigi De Laurentiis sono indagati a Bari per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta, con perquisizioni eseguite nelle sedi di Ssc BariNapoli e Filmauro. L’aggiornamento riguarda l’asse Bari-Napoli e il dossier sulla cessione del portiere Elia Caprile (luglio 2026), mentre la Procura della Federcalcio ha chiesto gli atti dell’inchiesta. Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2026.

L’indagine è rilevante perché tocca la sostenibilità economico-finanziaria del Bari e l’eventuale uso del club come piattaforma di trasferimenti il cui valore sarebbe rimasto nella sfera napoletana. Sono in esame operazioni che avrebbero inciso sul dissesto, tra cui la catena di passaggi di Caprile e altri calciatori.

Indagine della Procura di Bari e perquisizioni

La Procura di Bari coordinata dal procuratore Roberto Rossi ha disposto perquisizioni affidate alla Guardia di Finanza nelle sedi sociali e negli uffici di tre ex direttori sportivi e di un procuratore sportivo. Gli inquirenti hanno acquisito bilanci note integrative e relazioni sulla gestione per verificare presunte esposizioni di fatti non veritieri o omissioni rilevanti.

La richiesta di liquidazione giudiziale del Bari è stata supportata da una consulenza tecnica che ha evidenziato un patrimonio netto negativo già nel 2026. Il fascicolo ipotizza bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria e false comunicazioni sociali a carico dei due dirigenti, difesi dagli avvocati Gino Fulgeri e Roberto Eustachio Sisto.

La cessione di Elia Caprile e la plusvalenza

L’operazione chiave risale a luglio 2026 il Bari ha ceduto Caprile al Napoli per 2,2 milioni di euro, trasferendo l’intero diritto alla successiva rivalutazione del cartellino. Dopo quattro gare, il portiere è passato in prestito all’Empoli e poi è stato venduto al Cagliari per circa 8 milioni, generando una plusvalenza di circa 7 milioni in capo al Napoli.

Secondo la ricostruzione investigativa, quel differenziale avrebbe dovuto remunerare in modo proporzionale il valore effettivo dell’asset nei conti del Bari, che invece non avrebbe beneficiato del plusvalore. L’ipotesi è che questa impostazione abbia aggravato il disequilibrio finanziario del club.

Trasferimenti collegati e impatto sui conti

Nel perimetro degli atti compaiono anche le posizioni di Walid CheddiraMehdi Dorval e Michael Folorunsho con passaggi tra Bari e Napoli che hanno sollevato dubbi sulla trasparenza e sull’equa valorizzazione degli asset. Gli accertamenti puntano a chiarire se il Bari sia stato usato come trampolino, lasciando ricavi e controllo nella sfera partenopea.

Dal 2019 al 2026 la società ha accumulato perdite per circa 30 milioni con deficit patrimoniale ed esposizione debitoria crescenti. Il contesto sportivo ha visto la retrocessione in Serie C e l’incognita sulla gara per la gestione dello stadio San Nicola dove l’eventuale esclusione della Ssc Bari dal bando è diventata un ulteriore fronte.

Le difese e gli sviluppi in ambito federale

La difesa dei De Laurentiis ha sostenuto che il prezzo del trasferimento di Caprile sia stato valutato da un soggetto terzo, indipendente e professionista. Ha inoltre affermato che le perdite di esercizio del Bari rientrano nella fisiologia del settore e sono state coperte dalla proprietà con risorse proprie.

La Procura della Federcalcio ha richiesto gli atti ai magistrati baresi per le valutazioni di competenza. Le verifiche proseguono su documentazione amministrativa e flussi economici dei trasferimenti, con attenzione agli effetti sul patrimonio netto e sulla continuità aziendale del club pugliese.

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