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Dead pool italiano: regole, statistiche e la polemica di Elisa Isoardi

Dead pool italiano: regole, statistiche e la polemica di Elisa Isoardi

Il fantamorto, il gioco che trasforma la morte in punti, ha superato le 12.000 squadre; la recente lavagna alla Rai ha scatenato un dibattito nazionale.

Una recente Instagram story di Elisa Isoardi, conduttrice di Bar Centrale ha messo in luce una lavagna recante la scritta “Dead pool” con un elenco di 22 personaggi famosi. L’immagine, diffusa in pochi minuti, ha scatenato un acceso dibattito sui social, facendo emergere l’esistenza di un fenomeno di nicchia ormai consolidato in Italia.

Il fantamorto: storia e contesto

Conosciuto anche come Totomorto o Dead pool il fantamorto è un gioco di ruolo che prevede la creazione di squadre virtuali composte da personalità pubbliche. Le origini di questa pratica risalgono a secoli fa: nel 1591 il papa Gregorio XIV proibì scommesse sulla morte dei pontefici, mentre nel Settecento i salotti londinesi già discutevano su chi sarebbe stato il prossimo “morto”.

Il primo vero dead pool organizzato si verificò in una redazione di New York nel 1934. Solo con l’avvento di internet il gioco ha assunto la forma attuale, trasformandosi in una competizione online.

Dal divieto pontificio al mondo digitale

Nonostante le restrizioni ecclesiastiche, la curiosità per la fine della vita è rimasta viva, passando da discussioni aristocratiche a liste informali nei giornali.

L’era digitale ha permesso la nascita di piattaforme dedicate, la più famosa in Italia è Fantamorto attiva dal 2009. La sua homepage declama “Il fantagioco dove la speranza è l’ultima a morire” e ospita un campionato annuale che ha superato le 12.000 squadre iscritte.

Regole, punteggi e statistiche del gioco

Ogni partecipante, detto fantanecroforo deve assemblare una rosa di 13 “morituri”, tutti dotati di una pagina Wikipedia. Il budget pubblico è di 330 Lire una moneta ormai estinta, che rende il gioco una parodia esplicita dei tradizionali fantasy sport. La stagione inizia il 2 novembre, giorno dei defunti, e si chiude il 30 ottobre dell’anno successivo.

Punteggi, bonus e malus

Il decesso di un VIP assegna un punteggio base di 10 punti. Sono previsti bonus per le morti premature, per eventi pubblici come una scomparsa in diretta televisiva, omicidi, suicidi o funerali di Stato. Se tutta la rosa muore entro la stagione, il giocatore ottiene lo “strike”. Parallelamente, i Bonus Disgrazie ricompensano malattie gravi, ricoveri, arresti, divorzi, incidenti o calamità naturali, mentre i Malus Vitae penalizzano guarigioni, absoluzioni, matrimoni, nascite e, soprattutto, il salvataggio di una vita umana.

Al 2026 il sito registra più di 130.000 personaggi schierati e 629 decessi contabilizzati. Questi dati testimoniano la popolarità crescente del gioco, che mescola umorismo nero e competizione sportiva virtuale.

La gaffe di Elisa Isoardi e la reazione del pubblico

Nel dietro le quinte di Bar Centrale la lavagna mostrata da Isoardi elencava, tra gli altri, Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Mogol, Tony Renis, Adriano Celentano, Johnny Dorelli, Mina, la senatrice a vita Liliana Segre e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quest’ultimo accompagnato dalla nota “speriamo di no”. L’elenco, con le rispettive età, ha subito suscitato critiche per il “pessimo gusto” e richieste di intervento da parte della Rai.

Commenti di protagonisti e ipotesi interne

Lino Banfi, contattato da LaPresse, ha scherzato sul proprio posizionamento in classifica, definendolo “un promemoria della mia età”. Mogol, intervistato da Adnkronos, ha definito l’iniziativa “una cosa più che altro stupida”, aggiungendo che l’immortalità sarebbe “la peggior punizione”. Alcuni osservatori hanno ipotizzato che la lavagna potesse servire come “coccodrillo”, ovvero una lista di potenziali obituari da predisporre per personaggi anziani o malati.

Non sono pervenute dichiarazioni ufficiali da parte di Elisa Isoardi, della redazione o della Rai. Nel frattempo il dibattito online continua a dividersi tra chi difende il fantamorto come strumento per sdrammatizzare la morte e chi lo considera offensivo verso le vittime e le loro famiglie.

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