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Decreto Ucraina, l’ordine del giorno alla Camera dei Deputati: “Spese militari al 2% del Pil”

Il deputato leghista Ferrari ha proposto, per il decreto ucraina, un'aumento delle spese militari. L'ordine del giorno non ha trovato l'unanimità dell'Aula.

Camera dei Deputati

L’ordine del giorno del 16 marzo 2022 presentato dal deputato leghista Roberto Paolo Ferrari è stato approvato dalla Commissione difesa. La proposta di Ferrari è quella di portare le spese militari al 2% del Prodotto interno lordo.

Decreto Ucraina, proposto aumento delle spese militari

Il governo, rappresentato dalla persona di Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa, ha dato un parere assolutamente positivo alla proposta di Ferrari. Nonostante l’ok da parte del governo, la decisione dell’Aula non è stata unanime, ma ha trovato l’opposizione di Alternativa. Per tale motivo si procederà ad una votazione per approvare l’ordine del giorno. Potrebbe trattarsi anche solo di una mera formalità.

Le motivazioni dietro la decisione del deputato Ferrari

La proposta avanzata dal deputato Ferrari oltre ad essere legata alla crisi in Ucraina, trova delle basi in un accordo del 2014 tenutosi in Galles tra gli Stati Nato. L’Italia, già all’epoca, aveva garantito un aumento della spesa militare. Con il tempo però, questa promessa non è stata mantenuta. In tempi un po’ più recenti, infatti, gli investimenti nel settore difesa hanno visto, come ha dichiarato Ferrari, “un’inversione di tendenza“.

Il deputato leghista ha inoltre fatto presente che già il 1 marzo 2022, il premier Mario Draghi, aveva espressamente parlato di aumentare gli investimenti in questo settore.

Bocciata la proposta del deputato Caiata

Sempre in merito al Decreto Ucraina è intervenuto anche il deputato di Fratelli d’Italia, Salvatore Caiata. La poposta di Caiata era quella di ricostituire rapidamente gli arsenali militari. Richiesta bocciata dal sottosegretario Mulè, il quale ritiene “che la Difesa italiana ha un apparato efficiente e capace di rispondere anche rispetto alla misura presa nei confronti del Governo ucraino”.

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