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Garlasco, la difesa di Sempio a Mattino 5: "In questo momento non mi preoccupa nulla"

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Dalla strategia legale alle critiche sulle perizie: il punto della situazione della difesa di Andrea Sempio sul delitto di Garlasco.

Nel caso Garlasco, tornato al centro del dibattito per nuovi approfondimenti investigativi e ipotesi di riapertura processuale, si inserisce la posizione della difesa di Andrea Sempio. Il suo legale, Liborio Cataliotti, sottolinea a Mattino 5 come l’eventuale strategia difensiva dipenderà in modo diretto dalla formulazione del capo d’imputazione e dalla natura del reato contestato, con particolare attenzione agli aspetti strettamente giuridici del procedimento.

Il caso Garlasco tra dibattito mediatico e nuove ipotesi: il legale di Sempio a Mattino 5

Nel corso della trasmissione Mattino 5, andata in onda il 20 aprile, l’avvocato Cataliotti è tornato a parlare sul caso Garlasco, offrendo ulteriori elementi di riflessione sulle possibili evoluzioni giudiziarie legate ad Andrea Sempio. Intervistato da Federica Panicucci e Francesco Vecchi, il legale ha ribadito un’impostazione cauta, evitando di anticipare strategie ma lasciando intravedere alcuni scenari in caso di rinvio a giudizio.

Molto dipende dalla formulazione del capo di imputazione“, ha spiegato, chiarendo ancora una volta come la distinzione tra reato monosoggettivo e plurisoggettivo sia determinante. “Se la risposta fosse la prima, già la linea difensiva si arricchirebbe di temi di puro diritto che ho più volte anticipato“, aggiunge, richiamando un impianto difensivo fondato soprattutto su argomentazioni giuridiche più che sulla ricostruzione materiale dei fatti.

Nel corso dell’intervista non sono mancati riferimenti al dibattito tra esperti e alle criticità processuali: “Dubitiamo che si possa procedere con un nuovo giudizio su un imputato soltanto in quanto c’è una condanna già di un unico imputato ai tempi e riguarda un’altra persona“. Sul piano delle indagini, Cataliotti si mostra invece fiducioso, affermando: “Sinceramente in questo momento non mi preoccupa nulla se questi sono gli elementi, tutto potrei fare tranne che preoccuparmi“.

Il legale interviene anche sul tema della comunicazione pubblica e delle interpretazioni mediatiche: “Cosa vuole che mi preoccupi dell’opinione pubblica, alimentata da atti già valutati dalla magistratura?“. Sul fronte tecnico, invece, viene affrontata la questione dell’impronta 33A, che secondo la difesa non sarebbe attribuibile con certezza al proprio assistito: “Non si può dire che sia di Sempio, perché abbiamo solo una fotografia realizzata dopo l’uso dei reagenti“.

Intanto il caso Garlasco continua a far discutere, tra nuove testimonianze emerse dopo anni di silenzio e ipotesi investigative riviste. A incidere sul quadro complessivo anche la nuova perizia della dottoressa Cattaneo, che avrebbe collocato l’orario della morte di Chiara Poggi nella tarda mattinata, elemento che – se confermato – potrebbe rimettere in discussione alcune certezze consolidate, incluso il coinvolgimento dell’unico condannato in via definitiva, Alberto Stasi.

Delitto di Garlasco, la difesa di Sempio chiarisce: “Tutto dipende dal capo d’imputazione”

La possibile impostazione difensiva di Andrea Sempio, in vista di eventuali sviluppi giudiziari, viene delineata dal suo legale Liborio Cataliotti, che invita a mantenere un approccio prudente e strettamente legato alla futura formulazione dell’accusa. “La linea difensiva dipenderà innanzitutto da come verrà configurata l’accusa“, sottolinea l’avvocato a Mattino 5, evidenziando come ogni scelta processuale dipenda dal modo in cui verrà strutturato il capo d’imputazione. Un punto decisivo riguarda la qualificazione del reato, cioè se possa essere considerato come un fatto commesso da un solo soggetto oppure da più persone. In questa distinzione si innesta gran parte della strategia: “Se si trattasse di un fatto monosoggettivo, la linea difensiva si arricchirebbe di questioni di puro diritto“. Il ragionamento, infatti, si sposta rapidamente dal piano fattuale a quello strettamente giuridico, con possibili riflessioni già emerse anche tra altri professionisti del settore, tra cui l’avvocato Aiello.

Tra i nodi più delicati figura inoltre la possibilità di un nuovo procedimento a carico di un singolo imputato, a fronte di una precedente condanna definitiva riferita allo stesso contesto. Su questo punto Cataliotti esprime una posizione netta: “Dubitiamo che si possa procedere con un nuovo giudizio su un unico imputato laddove esista già una condanna di altro unico allora imputato“. L’attenzione della difesa, quindi, sembra orientarsi anche verso profili di legittimità processuale e principi fondamentali del diritto, come il divieto di duplicazione del giudizio.

 

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