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Denise Pipitone rapita da un uomo coi baffi e nascosta in barca: la testimonianza di Della Chiave

Denise Pipitone rapita da un uomo coi baffi e portata su una barca: è quanto emerge dalla testimonianza di Battista Della Chiave.

Denise Pipitone uomo baffi

Stando alla testimonianza di Battista Della Chiave, l’uomo sordomuto che per due volte ha fornito elementi sulla scomparsa di Denise Pipitone, la bimba sarebbe stata portata via da un uomo coi baffi in scooter o in bicicletta. Poi, secondo quanto riferito dall’interprete, il testimone avrebbe fatto intendere che la bimba sia stata portata su una barca e nascosta sotto una coperta.

Denise Pipitone rapita da un uomo coi baffi

Nell’anno della scomparsa Della Chiave lavorava saltuariamente nel magazzino di via Rieti in cui asserisce di aver parlato con Denise Pipitone. Plausibilmente era l’unico dipendente, dato che su un documento firmato dal proprietario e mostrato a Chi l’ha visto non figurano altri lavoratori. Nel parlare con l’interprete della lingua dei segni, Battista ha fatto un nome, quello di Giuseppe, e ha riconosciuto Denise Pipitone da una foto.

Si sarebbe trattato di suo nipote, Giuseppe D’Assaro, spuntato più volte nelle indagini.

Denise Pipitone rapita da un uomo coi baffi: la testimonianza

L’uomo ha sostenuto di averla tenuta lui mentre Giuseppe stava facendo una telefonata. “Era insieme con me, poi qualcuno l’ha presa e portata via. Uno con i baffi ha portato via Denise” ha spiegato. Si tratta, secondo la sua testimonianza, di un uomo riccio con i baffi che avrebbe rapito la bimba con uno scooter o una bicicletta.

Il presunto testimone ha poi reso noto di essere a conoscenza del fatto che la bambina sia stata portata su una barca e nascosta sotto una coperta.

Ha parlato di un cavalcavia e di Denise che quando era con lui piangeva perché non aveva da mangiare e da bere e poi si era addormentata. “Ho visto tutto“, ha ribadito Della Chiave. Ora l’uomo è scomparso, ma potrebbe aver fornito lo scenario esatto del percorso effettuato dai rapitori della piccola.

Denise Pipitone: il mistero della bara bianca

Nel corso della medesima puntata di Chi l’ha visto è andata in onda un’intervista all’ex capo procuratore di Marsala, Alberto Di Pisa, che dal 2004 si occupò del caso. La Procura, ha spiegato l’uomo, all’epoca ha seguito tutte le piste comprese quelle anonime. Tra queste ha ricordato il caso di una lettera, recapitata anni dopo la scomparsa, che ha fatto trovare una piccola bara bianca, vuota, tra i casolari di contrada Ferla.

C’era questa bara sotterrata, piccola, che era fatta per un bambino, o una bambina. Che senso aveva? Non capisco ancora oggi il perché di questa bara sotterrata vuota. Questa è una domanda che mi sono sempre posto e ancora oggi non riesco a darmi una risposta“, ha affermato Di Pisa. Secondo lui ci sono due interpretazioni di quanto accaduto; o si è trattato di un segnale per dire “inutile che continuate a fare indagini perché la ragazzina è deceduta“, oppure era l’opera di un mitomane.

L’idea che si è fatto Di Pisa sulla sparizione di Denise è comunque che sia legata all’ambito familiare. Jessica Pulizzi, figlia del padre biologico della bimba, odiava lei e la madre ritenendole responsabili dello sfascio della sua famiglia. La tesi dell’ex pm era che la bambina fosse stata prelevata da Jessica e sia consegnata a qualcuno, che a sua volta l’ha portata a degli zingari che erano a Mazara Del Vallo. “Questa tesi trova riscontro nella foto fatta a Milano, che per me al 90% è Denise Pipitone e che credo sia viva“, ha aggiunto.

Denise Pipitone: le rivelazioni su Anna e Claudio Corona

Federica Sciarelli ha poi mostrato un’intervista ad un uomo dal volto coperto che ha asserito di aver avuto legami con Claudio Corona (zio di Jessica Pulizzi e fratello di Anna). Le parole del soggetto confermerebbero quanto sostenuto dall’ex pm Angioini secondo cui la famiglia Corona godeva della protezione della Polizia. “Ci sono state tante retate nelle discoteche, per risse o sostanze in varie. La maggior parte delle volte di queste retate, in un modo o nell’altro Claudio non veniva preso, ha raccontato l’uomo.

Lo stesso ha ricordato che una volta loro erano all’interno di un locale e quando sono usciti la Polizia non li ha nemmeno guardati. “Tu fai una retata e fai uscire alcune persone? Questa è una protezione vera e propria per i Corona“. Poi la rivelazione sui presunti rapporti di Claudio con esponenti della malavita: “Aveva il rispetto, la frequentazione con personaggi malavitosi di un certo calibro: Elo Messina Denaro, la famiglia Circello, Vito Gondola“.

Dopo la sparizione di Denise, ha continuato l’uomo dal volto coperto, Claudio gli aveva detto che lui e la sorella non si parlavano: “Però poi di nascosto si vedevano. Non si telefonavano perché sapevano di avere i telefoni sotto controllo perché qualcuno li aveva avvisati“. Una sera in cui era andato a trovarlo a casa, ha concluso, ha sentito che Claudio parlava con Anna al telefono e stavano litigando. Queste le parole che avrebbe sentito: “Ricodda chiddu chiu fici pittia, ricorda chiddu chi nu’attri ficimu (ricorda quello che ho fatto per te, ricorda quello che abbiamo fatto)“.

Denise Pipitone rapita con un’auto?

Tra i diversi misteri che aleggiano sulla sparizione di Denise vi è anche quella relativa ad un’auto. Un meccanico ha dichiarato che la mattina del primo settembre 2004 ha visto sfrecciare una macchina vicino al luogo della scomparsa della piccola. Alla guida vi era una donna che, dalla fretta, ha anche sbandato contro un muretto. L’ex pm Angioini ha spiegato che “questa macchina che scappa e l’incidente che ha avuto sono molto importanti per le indagini“. Lei ha ritenuto a lungo che fosse la macchina con cui è stata portata via la bambina, anche perché oltre al meccanico anche una coppia l’aveva vista sfrecciare. Perone che “erano state avvicinate da un componente della famiglia allargata della bambina e che poi hanno ritrattato”.

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