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Deroghe alla privacy: il Parlamento Europeo vota per limitare il controllo dei messaggi crittografati

Deroghe alla privacy: il Parlamento Europeo vota per limitare il controllo dei messaggi crittografati

Il Parlamento Europeo ha votato per limitare le deroghe alla privacy che consentono di rilevare abusi online ai minori, escludendo i messaggi crittografati. Scopri i dettagli di questa decisione cruciale.

Il Parlamento Europeo ha compiuto un passo significativo nel delicato equilibrio tra la protezione dei minori online e la privacy delle comunicazioni. Il 9 luglio 2026, i deputati hanno adottato una serie di emendamenti alla posizione del Consiglio dell’UE riguardante l’estensione della deroga alle norme sulla privacy (Direttiva ePrivacy) per combattere l’abuso sessuale online dei minori.

La decisione è parte di un contesto più ampio: l’Unione Europea sta lavorando a una legislazione permanente per contrastare l’abuso sessuale online dei minori. La deroga attuale è temporanea e mira a colmare il vuoto normativo in attesa dell’adozione delle nuove regole. Nel frattempo, il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno già raggiunto un accordo per aggiornare le disposizioni di diritto penale pertinenti.

La deroga e la crittografia end-to-end

La deroga rappresenta un’eccezione temporanea alle regole europee sulla riservatezza delle comunicazioni. Essa consente ai fornitori di servizi digitali, come piattaforme di messaggistica e email, di identificare, segnalare e rimuovere volontariamente contenuti illegali, tra cui materiale di abuso sessuale su minori e casi di grooming.

Il Consiglio dell’UE aveva proposto di estendere questa disposizione fino ad aprile.

Tuttavia, il Parlamento non ha respinto la proposta, ma ha scelto di limitarne l’ambito. In particolare, i deputati hanno richiesto che le comunicazioni a cui viene applicata la crittografia end-to-end siano esplicitamente escluse dalla deroga. In tali casi, quindi, il contenuto non dovrebbe essere soggetto a scansioni automatizzate da parte dei fornitori di servizi.

Divisioni e reazioni nel Parlamento

Il voto ha evidenziato divisioni all’interno del Parlamento. Le proposte per respingere completamente la posizione del Consiglio non hanno ottenuto la maggioranza assoluta richiesta (360 voti), portando all’adozione di un testo emendato. Questo conclude il secondo lettura del Parlamento, in cui modifica il testo del Consiglio senza bloccarlo. La posizione adottata sarà ora inoltrata al Consiglio, che avrà tre mesi per decidere se accettare tutti gli emendamenti.

Entrambi i partiti di governo e di opposizione hanno espresso soddisfazione. Gaetano Pedullà, eurodeputato del Movimento Cinque Stelle (La Sinistra), ha sottolineato che, “approvando l’emendamento 30, che vieta l’applicazione del regolamento alle conversazioni private crittografate end-to-end, abbiamo tutelato la privacy dei cittadini.” Ha avvertito che, se il Consiglio non accetterà gli emendamenti entro tre mesi, inizierà la procedura di conciliazione, ma ha avvertito: “Non provate a ribaltare l’esito di questo voto. Alcuni governi vorrebbero utilizzare la protezione dei bambini come pretesto per ottenere uno strumento potente per la sorveglianza e il controllo dei cittadini, ma il rispetto della privacy è sacrosanto.”

Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia (Conservatori e Riformisti Europei, ECR), ha accolto con favore la decisione: “La crittografia end-to-end è off limits. Proteggere i bambini dagli abusi sessuali online è una priorità assoluta. Non ci sono dubbi su questo, ma proteggere i bambini e combattere i predatori online non può significare abbandonare i principi dello stato di diritto: la sicurezza dei cittadini dipende anche dalla tutela della riservatezza delle loro comunicazioni.” Ha aggiunto: “La nostra posizione rimane la stessa: tolleranza zero per chi sfrutta e abusa dei bambini, ma anche tolleranza zero per qualsiasi indebolimento della crittografia end-to-end e delle libertà fondamentali.”

Il contesto e le sfide future

La questione è parte di un dibattito più ampio sull’equilibrio tra sicurezza e privacy. Da un lato, c’è la necessità urgente di proteggere i minori da gravi crimini; dall’altro, la protezione della privacy dei cittadini e la sicurezza delle loro comunicazioni digitali. La deroga attuale è un compromesso temporaneo, ma la discussione continua a essere sensibile e complessa.

Il prossimo passo sarà la decisione del Consiglio dell’UE. Se non accetterà gli emendamenti, inizierà una fase di conciliazione tra le due istituzioni per raggiungere un compromesso sul testo finale. Questo processo sottolinea la sfida di trovare un equilibrio tra la protezione dei minori e il rispetto della privacy in un mondo sempre più digitale.

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