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Dietro le quinte dell’hub vaccinale al “Palazzo delle Scintille”

Milano, 14 mag. (askanews) – Il Palazzo delle Scintille a Milano nel 1946 ospitò la stagione della Scala quando il teatro era inagibile per i danni subiti durante la guerra. Il 25 aprile di quest’anno lo stesso palazzo si è trasformato nel centro vaccinale di massa più grande del Paese. Un simbolo di ripartenza dopo la tragedia della pandemia che è stato possibile grazie al contributo materiale ed economico di alcune aziende italiane che in pochissimo tempo si sono messe a disposizione per realizzare questo hub che ha una capacità di diecimila vaccinazioni al giorno.

Tra gli attori della costruzione del centro vaccinale, la Fondazione Fiera Milano. Con lo stop alle fiere causa pandemia, la Fondazione non ha smesso di offrire il suo contributo per il territorio. Come ha spiegato il presidente della Fondazione, Enrico Pazzali: “Dal momento della partenza della pandemia abbiamo dato disponibilità dei nostri spazi innanzitutto. Noi abbiamo, tra l’altro, progettato questo centro, lo abbiamo costruito , abbiamo fatto una parte delle donazioni necessarie per costruirlo, insieme a Generali, Moncler e Cisco, i donatori dell’ospedale che hanno permesso di costruire questo bellissimo centro”.

In linea con le indicazioni del piano di vaccinazione massiva di Regione Lombardia il centro risponde all’esigenza di avere spazi adeguati per proseguire le inoculazioni con un ritmo sempre più sostenuto. Per rendere funzionante una macchina così complessa è stato necessario il supporto tecnolgico di partner privati come Cisco Italia. L’amministratore delegato, Gianmatteo Manghi: “Abbiamo investito con le nostre infrastrutture tecnologiche per rendere possibile l’attivazione in pochissimo tempo di questo hub vaccinale. Può arrivare a 10mila vaccini al giorno. Abbiamo creato una infrastruttura di rete wifi e di sicurezza per garantire la soddisfazione di due esigenze: quelle sanitarie, con la registrazione dei vaccini somministrati, e quelle organizzative, con la verifica delle persone che vengono al centro vaccinale, il loro ingresso, il distanziamento e la loro uscita regolare e sicura”.

Tra i partner privati impegnati nella realizzazione dell’hub ha rivestito un ruolo fondamentale Axians, azienda leader nell’ICT, che ha allestito l’infrastruttura tecnologica all’interno dell’hub vaccinale, occupandosi del cablaggio, configurando gli apparati di rete, abilitando i servizi sia per la gestione a livello ambulatoriale sia quella di monitoraggio dell’accesso all’hub. Un lavoro importante fatto con tempistiche molto ristrette, come ha spiegato Roberto Corraro, General Manager and Head of Sales – Nord Ovest di Axians Italia: “La corsa contro il tempo è stata uno degli elementi importanti con cui abbiamo dovuto combattere, oltre alla cooerazione con una serie di aziende che hanno operato in un tempo molto

limitato. Stiamo prlando di due settimane lavorative dedicate dalle strutture impegnate per far aprire l’hub secondo gli obiettivi che la Regione si era data”, ha spiegato.

“Devo dire che con estremo orgoglio ci siamo riusciti, siamo orgoliosi di aver contribuito ad un aspetto di allestimento infrastrutturale per una giusta causa e per cercare di uscire velocemente da questa pandemia”, ha concluso Corraro.

© Riproduzione riservata

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