Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato un procedimento investigativo nei confronti dei cinque maggiori network televisivi nazionali. L’obiettivo è verificare se la decisione di sospendere temporaneamente la copertura congiunta delle attività presidenziali possieda elementi di violazione delle norme antitrust.
Il caso si inserisce in un contesto di tensione tra l’esecutivo e il settore dei media, dove l’accesso alle informazioni ufficiali è spesso considerato un bene comune.
Quando le regole della concorrenza vengono messe alla prova, è compito del DOJ valutare se le azioni dei soggetti coinvolti possano averlesi arrecato un vantaggio ingiusto sul mercato dell’informazione.
Il provvedimento del Dipartimento di Giustizia
Secondo fonti interne, gli agenti del Dipartimento di Giustizia hanno inviato una serie di richieste formali a tutti i network interessati: ABCCBSCNNNBC e Fox.
Le comunicazioni mirano a raccogliere ogni documento relativo al cosiddetto “pool” della Casa Bianca, ovvero il sistema condiviso attraverso cui i giornalisti ottengono materiale audiovisivo direttamente dal quotidiano dell’esecutivo.
Le autorità stanno controllando se la sospensione del pool abbia rappresentato una violazione delle leggi sulla concorrenza. In particolare, viene verificato se la decisione di bloccare la partecipazione di una testata – in questo caso CNN – abbia inciso sulla capacità degli altri network di mantenere una copertura equilibrata e non discriminatoria.
Il contesto della sospensione del pool televisivo
Lo scorso mese, tutti i grandi network hanno interrotto la partecipazione al pool dopo che Donald Trump ha proibito a CNN l’accesso alla Casa Bianca. Questa esclusione ha impedito a CNN di produrre contenuti all’interno del circuito condiviso, determinando una rottura nella tradizionale copertura congiunta delle attività presidenziali.
La conseguenza immediata è stata la sospensione dell’intero meccanismo di pool, poiché, senza la presenza di tutti gli attori principali, la Casa Bianca ha preferito sospendere il servizio anziché gestire versioni divergenti dei media. La decisione ha suscitato critiche da parte di osservatori indipendenti, i quali hanno sottolineato il rischio di creare una situazione di monopolio informativo a favore dei pochi network ancora autorizzati.
Le richieste formali ai network
Le richieste inviate dal DOJ includono: copie di email interne, accordi di condivisione, protocolli di accesso ai giornalisti e ogni documento che possa dimostrare come sia stata gestita la sospensione del pool. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se i network abbiano coordinato la decisione in modo da limitare la concorrenza o se, al contrario, la misura sia stata imposta unilateralmente dal Presidente Trump.
Nel caso emergano prove di collusione o di pratiche anticoncorrenziali, i network rischiano sanzioni pecuniarie e possibili restrizioni sul loro operato futuro. Al momento, le comunicazioni inviate alle testate sono ancora in fase di analisi e non è stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale da parte delle società coinvolte.
