L’aeroporto di Riyadh è stato bersaglio di un attacco dei ribelli Houthi nella sera del 10 ottobre 2026. Il bilancio iniziale fornito dall’Autorità per l’aviazione civile saudita registra 12 persone morte, tra cui un comandante della compagnia di bandiera Saudia, e 309 feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche.
L’evento si inserisce in una serie di azioni violente contro le infrastrutture civili del Regno, già in corso da mesi.
I missili lanciati dal territorio yemenita sono caduti direttamente sulle piattaforme di rullaggio, distruggendo almeno un Airbus della Saudia e provocando danni estesi a strutture di supporto.
Impatto immediato dell’attacco
Le autorità hanno chiuso temporaneamente le operazioni dell’aeroporto di Riyadh per consentire un ritiro di emergenza e per valutare i danni. Sono state segnalate lesioni gravi sia tra i passeggeri che tra il personale di terra.
Oltre alle vittime umane, l’attacco ha provocato danni materiali consistenti, con la distruzione di un velivolo di Saudia visibile nelle immagini diffuse.
Vittime e danni materiali
Tra i 12 deceduti, quattro erano cittadini sauditi e otto stranieri, incluso un cittadino americano. Le autorità hanno confermato che almeno 309 persone sono rimaste ferite; numerosi casi richiedono cure intensive.
Il danno materiale comprende la perdita di un aereo commerciale e il danneggiamento di piste di atterraggio, strutture di rifornimento e sistemi di comunicazione.
Ripercussioni sul traffico aereo e reazioni delle compagnie
Secondo i dati di Flightradar24, alle 19:45 dell’8 ottobre l’aeroporto contava 331 voli cancellati, equivalenti al 41% del traffico programmato. La cancellazione ha coinvolto sia partenze che arrivi, obbligando numerose compagnie a sospendere i collegamenti con la capitale saudita.
Compagnie europee come LufthansaAir France-KLM e l’italiana Ita Airways hanno annunciato la sospensione dei voli fino al 16 ottobre, citando “sviluppi geopolitici recenti”. Anche Air India ha interrotto le proprie rotte verso Riyadh. La situazione ha effetti a catena, con cancellazioni analoghe registrate negli scali di Gedda e Dammam.
Restrizioni per i dipendenti statunitensi
L’ambasciata degli Stati Uniti a Riyadh ha informato i propri dipendenti che per utilizzare l’aeroporto sarà necessaria un’autorizzazione speciale e che dovranno evitare la zona di confine con lo Yemen per motivi di sicurezza. Questa misura evidenzia la percezione di un rischio elevato per i cittadini stranieri nella regione.
Nel complesso, l’attacco non solo ha causato un tragico bilancio umano, ma ha anche minato le ambizioni dell’Arabia Saudita di diventare un hub aeronautico alternativo a Dubai, Doha e Abu Dhabi. La perdita di quote di mercato e la perdita di fiducia da parte delle compagnie aeree potrebbero avere ripercussioni economiche di medio-lungo periodo.
