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Primarie di gennaio? Conte accelera la corsa del centrosinistra

Primarie di gennaio? Conte accelera la corsa del centrosinistra

Conte acceleria la corsa alle primarie, mentre le tensioni con Schlein e i leader del M5S minacciano l’unità del centrosinistra.

Negli ultimi giorni l’opposizione di centro-sinistra ha incontrato difficoltà anche per azioni di base, come l’organizzazione di un sit-in contro la nuova legge elettorale. Il tentativo di Riccardo Magi di dare visibilità al cosiddetto “sciopero della fame” ha ricevuto una risposta da Giorgia Meloni ma ha anche evidenziato l’irrequietezza dei leader del Movimento 5 Stelle (M5S) rispetto a iniziative condivise.

Parallelamente, le relazioni tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein si sono irrigidite. I retroscena di incontri mancati e la discussione su un ipotetico terzo candidato hanno portato la Democrazia a concentrarsi esclusivamente sulla via delle primarie mentre la segretaria del Pd appare più cauta, preoccupata per le dinamiche interne e per la pronuncia della Consulta sul cosiddetto “Melonellum”.

Conte obbliga al via libera per le primarie di gennaio

Durante una seduta alla Camera, Conte ha ribadito che i tempi delle primarie devono essere dettati dalla necessità di essere pronti e preparati. L’ex premier ha prospettato una data a gennaio, sostenendo che un calendario più prossimo eviterebbe “una conta a ridosso della campagna elettorale”.

L’obiettivo, secondo lui, è garantire coerenza con gli elettori, evitando l’incertezza che rischia di indebolire il centrosinistra. Inoltre, Conte ha anticipato che la questione sarà discussa con gli alleati, suggerendo una collaborazione stretta con M5S e Psi.

Un elemento di spicco nella sua strategia è la percentuale di consenso: 60-70 per cento degli italiani, secondo Conte, condividono la visione del M5S e sarebbero favorevoli a una rapida definizione delle primarie. Nel frattempo, la leader del governo, Giorgia Meloni sarà presente in Aula per le comunicazioni che precedono il Consiglio europeo, creando un quadro politico in cui le lotte interne si intrecciano con le decisioni a livello europeo.

Schlein e la PD resistono a una corsa precipitata

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha mostrato una maggiore cautela. Pur riconoscendo l’importanza delle primarie ha evidenziato che la sua agenda è ancora in fase di definizione, soprattutto alla luce del prossimo assemblea del Pd prevista per il 18, durante la quale sarà discusso lo statuto e la possibile rinviazione del congresso. Schlein ha inoltre sottolineato che la difesa della Costituzione rimane il collante fondamentale del centro-sinistra, ma che la sua attuazione richiede un consenso più ampio tra i vari soggetti.

Il divario tra Conte e Schlein è stato accentuato da un breve scambio interrotto alla Camera: “Ciao Giuseppe, ci sentiamo dopo”, ha detto Schlein, facendo intuire una certa distanza tra i due. Nel frattempo, il M5S ha risposto con una serie di incontri bilaterali, ma le frizioni rimangono, soprattutto riguardo al progetto di legge sulla partecipazione dei giovani e alle posizioni sulla Kyiv.

M5S, la questione Kyiv e le tensioni sulla legge elettorale

Il Movimento 5 Stelle, rappresentato da FratoianniBonelli e Magi ha mostrato una posizione ferma contro la fornitura di armi a Kyiv. Conte ha dichiarato che continuerà a battere su questo punto senza sconti, definendolo un elemento non negoziabile della sua agenda. Parallelamente, il dibattito interno al M5S sulla legge elettorale è stato complesso: il tentativo di organizzare una manifestazione di massa è stato ostacolato da ritrosie e dalla difficile gestione delle differenze con il Pd.

Nel contesto più ampio, le prossime votazioni sulla risoluzione anti-antisemitismo e sul disegno di legge relativo a Kyiv saranno discusse il 14 tra Camera e Senato, creando un “duello” con la premier Meloni. Per Conte, queste discussioni rappresentano un “antipasto” delle primarie, l’occasione per consolidare il proprio messaggio verso gli elettori che, come ha affermato, costituiscono il 60-70 per cento del consenso di centro-sinistra.

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