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Numeri preoccupanti per Donald Trump: i sondaggi Usa mostrano una crisi crescente

Donald Trump sondaggi

Dazi, sondaggi e rischio politico: la Corte Suprema mette alla prova Donald Trump e i repubblicani in vista delle elezioni di midterm.

La recente sentenza della Corte Suprema che limita i poteri presidenziali sui dazi ha acceso tensioni tra Donald Trump e il Congresso, mettendo in discussione l’agenda economica della Casa Bianca e influenzando il consenso dei repubblicani in vista delle elezioni di midterm. Ecco i risultati degli ultimi sondaggi.

Donald Trump in calo nei sondaggi e il rischio per la sua agenda

Per la governatrice Sarah Huckabee Sanders la decisione della Corte Suprema è un errore non per motivi legali, ma perché “il modo migliore per spingere Trump a fare qualcosa è dirgli che non può farlo“. La governatrice conosce bene il presidente, avendone ricoperto il ruolo di portavoce, e sa come reagirà a una frustrazione istituzionale. Molti parlamentari repubblicani condividono la stessa preoccupazione, temendo i sondaggi sfavorevoli in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre e la possibile ritorsione politica di Trump contro chi contesta le sue politiche economiche.

L’ultimo sondaggio Ipsos-Abc-Washington Post segnala che il sostegno a Trump è sceso al 39%, mentre il 60% lo boccia, un livello negativo che non si vedeva dall’assalto al Congresso del gennaio 2021. I voti più bassi riguardano proprio i dazi (64% di bocciature) e l’inflazione (65%). Il deputato del Nebraska Don Bacon sottolinea che “i repubblicani che fin qui si sono nascosti… ora dovranno uscire allo scoperto davanti alla sentenza di una Corte suprema a maggioranza conservatrice“. Personalità di rilievo come l’ex vicepresidente Mike Pence e i senatori Mitch McConnell, Chuck Grassley, John Curtis e Rand Paul hanno già criticato apertamente i dazi.

Donald Trump e ultimi sondaggi Usa, disastrosa situazione: i numeri parlano chiaro

Trump continua a fare affidamento sul suo istinto politico, ma la sua credibilità è minata, soprattutto dopo il caso Epstein. Persiste nel sostenere che i dazi siano pagati dagli altri Paesi, mentre studi, incluso uno della Federal Reserve, dimostrano che gravano principalmente su imprese e consumatori americani. Il discorso sullo Stato dell’Unione del secondo mandato, previsto in un momento in cui il 60% degli americani boccia Trump su dazi, inflazione e immigrazione, sarà cruciale. Solo il 32% approva la sua gestione dell’inflazione e il 41% quella dell’economia; sei cittadini su dieci criticano le politiche sull’immigrazione e il 56% dubita del suo impegno per i diritti e le libertà. Anche la politica estera è sotto scrutinio, con un possibile attacco all’Iran ancora in bilico. La prova del discorso sarà fondamentale per recuperare terreno tra gli elettori conservatori, mentre le primarie in Texas mostrano quanto il partito sia diviso e vulnerabile.