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Elena Del Pozzo, la madre al Gip: “Mentre la colpivo mi sono girata per non guardare”

La madre di Elena Del Pozzo, responsabile dell'omicidio della piccola, ha confessato di essersi girata per non guardare il momento dell'uccisione.

Elena Del Pozzo

Continuano ad emergere nuovi dettagli sulla dinamica dell’omicidio di Elena Del Pozzo, la bimba di quattro anni uccisa dalla madre in provincia di Catania: interrogata dal GIP, la donna ha ammesso di non ricordare il momento esatto in cui ha colpito la figlia “perché ero girata e non volevo guardare“.

Elena Del Pozzo, la madre: “Mi sono girata”

Nell’ordinanza di convalida del fermo, la giudice Daniela Monaco ha riferito che Martina Patti ha inferto più colpi d’arma da punta e taglio alla piccola, che è stata vittima di una morte violenta, particolarmente cruenta e probabilmente lenta alla quale è anche verosimile ritenere che abbia, pur solo istintivamente, tentato di opporsi e sfuggire. E ancora: “Tutto induce a dedurre che la madre volesse uccidere e che il suo sia stato un gesto premeditato“.

Ha inoltre evidenziato come uccidere un figlio in tenera età (e quindi indifeso), oltre ad integrare un gravissimo delitto è un comportamento innaturale, ripugnante, eticamente immorale, riprovevole, disprezzabile e per nulla accettabile in alcun contesto. “Un indice di un istinto criminale spiccato e di elevato grado di pericolosità“. Tanto più che la Patti non ha mostrato segni di pentimento, inscenando un rapimento con estrema lucidità e senza ravvedimento. Motivo per cui ritiene che, da persona lucida e calcolatrice, se non arrestata potrebbe darsi alla fuga.

L’ex compagno: “Aveva visto una foto con la mia nuova fidanzata”

Sono inoltre emerse nuove dichiarazioni dell’ex compagno di Martina e padre di Elena, il quale ha riferito che “sua madre le aveva fatto vedere una mia foto insieme alla mia compagna“. Quella stessa persona verso cui la giovane avrebbe provato gelosia tanto da uccidere la figlia per evitare che si affezionasse a lei.

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