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Emidio Pepe, il patriarca del vino abruzzese, ci lascia a 94 anni

Emidio Pepe, il patriarca del vino abruzzese, ci lascia a 94 anni

Emidio Pepe, il patriarca del vino abruzzese, è morto a 94 anni. Scopri come ha rivoluzionato il settore vitivinicolo con la sua visione e dedizione.

L’Abruzzo piange la scomparsa di Emidio Pepe un nome che ha reso famoso il Montepulciano d’Abruzzo in tutto il mondo. A 94 anni il patriarca del vino abruzzese ha lasciato un’eredità che va ben oltre i confini regionali, trasformando il vino in un simbolo di eccellenza e tradizione.

Nato a Torano Nuovo in provincia di Teramo Emidio Pepe ha dedicato la sua vita alla viticoltura fondando nel 1964 l’azienda che porta il suo nome.

Una scelta che ha segnato la storia del vino abruzzese, raccogliendo l’eredità di una famiglia che produceva vino sin dal 1899.

Un pioniere della viticoltura abruzzese

Pepe è stato tra i primi a credere nelle straordinarie potenzialità del Montepulciano e del Trebbiano d’Abruzzo contribuendo in maniera determinante alla loro affermazione sui mercati internazionali. Il Gambero Rosso lo aveva definito “Mister Montepulciano” e “alfiere del rosso d’Abruzzo” riconoscendone il ruolo nella valorizzazione del vino regionale.

La sua cantina di Torano Nuovo è oggi un punto di riferimento internazionale per la viticoltura naturale grazie a un modello produttivo riconosciuto a livello mondiale, fondato sul rispetto della terra, sulla qualità e sulla valorizzazione del territorio. Pepe è stato un visionario, custode della tradizione e pioniere dell’agricoltura biologica e biodinamica.

Il cordoglio delle istituzioni e del mondo agricolo

Il vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente lo ricorda come “uno dei figli più autentici della nostra terra” sottolineando il ruolo decisivo svolto nella promozione dell’identità vitivinicola abruzzese nel mondo. Anche Coldiretti Abruzzo esprime vicinanza alla famiglia, ricordando Emidio Pepe come uno storico socio dell’organizzazione e un interprete autentico della viticoltura di qualità.

“Con lui il mondo agricolo perde un punto di riferimento capace di valorizzare il territorio e di far conoscere il nome dell’Abruzzo ben oltre i confini nazionali”, si legge nella nota dell’associazione, che ne evidenzia la dedizione alla terra il rispetto delle tradizioni e la capacità di trasmettere alle nuove generazioni i valori dell’agricoltura sostenibile.

Un’eredità che continua

Il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Luigi D’Eramo parla di “una delle figure più rivoluzionarie” del mondo del vino, ricordando la sua visione produttiva ispirata al rigore, all’autenticità e al rispetto della natura. Il presidente della Regione AbruzzoMarco Marsilio ricorda Pepe come “figura simbolo dell’enologia abruzzese” e “autentico interprete dell’identità del nostro territorio”.

Per il senatore Guido Liris Pepe ha contribuito “in maniera decisiva ad affermare l’eccellenza della nostra regione sui mercati internazionali”. I parlamentari Etelwardo Sigismondi e Guerino Testa lo ricordano come “un vero e proprio pioniere”“instancabile custode della nostra identità” e “precursore illuminato” che ha elevato la viticoltura abruzzese “ai vertici dell’eccellenza mondiale”.

La sua cantina, oggi gestita dalle figlie DanielaSofia e Stefania continua a essere un faro di eccellenza e tradizione, portando avanti l’eredità di un uomo che ha saputo trasformare il vino in un simbolo di qualità e autenticità.

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