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Difesa e sicurezza: gli impegni dell'Italia nel contesto Nato

Difesa e sicurezza: gli impegni dell'Italia nel contesto Nato

L'Italia conferma il suo impegno a spendere il 5% del PIL in difesa entro il prossimo decennio, rafforzando il suo ruolo nell'Alleanza Atlantica.

L’Italia sta rafforzando il suo impegno nella sicurezza globale attraverso significativi investimenti nel settore della difesa. In un contesto geopolitico sempre più complesso, il governo italiano ha annunciato importanti decisioni che riguardano sia la spesa militare che la partecipazione a progetti industriali internazionali.

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato che l’Italia utilizzerà lo strumento di azione per la Sicurezza dell’Europa (Safe) per sostenere gli investimenti nella produzione industriale del settore difesa.

Tajani ha precisato che il governo ha ‘prenotato’ quasi 15 miliardi di euro delle risorse Safe, ma la decisione finale su quanto spendere sarà presa entro la fine dell’anno.

Gli investimenti nel settore della difesa

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha spiegato che l’utilizzo delle risorse Safe non è una scelta politica, ma tecnica.

‘Saranno 5, 6, 7, 8 miliardi sulla base di quello che si deciderà di fare’, ha dichiarato Crosetto, sottolineando che la scelta politica riguarderà lo scostamento di bilancio che il governo voterà a settembre.

Crosetto ha anche ribadito che investire nel settore della difesa non significa sottrarre risorse alla vita sociale e civile. ‘Investire in difesa significa generare cadute in know-how industriali e occupazionali, rafforzare imprese pubbliche e private, centri di ricerca, università, territori, produrre crescita tecnologica e innovazione’, ha affermato.

L’impegno dell’Italia nella Nato

Durante il vertice NATO di Ankara, l’Italia ha confermato il suo impegno ad arrivare a spendere il 5% del PIL nel prossimo decennio. Tajani ha definito questa scelta ‘una responsabilità nazionale prima ancora che un impegno preso in ambito Nato’. Crosetto ha aggiunto che ‘senza sicurezza non esistono crescita economica, investimenti, diritti sociali e benessere duraturo’.

Il vertice di Ankara ha visto l’annuncio di accordi industriali tra alleati per più di 50 miliardi di dollari. L’Italia parteciperà a molti di questi progetti, con effetti positivi su tutto il comparto industriale dei grandi gruppi e delle piccole e medie imprese.

Il ruolo dell’Italia nell’Alleanza Atlantica

L’Italia primeggia tra i contributori dell’Alleanza in termini di forze impiegate nelle operazioni delle missioni Nato, con circa 2900 militari schierati. Crosetto ha sottolineato che l’Italia è fra i pochi paesi in grado di esprimere capacità credibili in tutti i domini operativi: terrestre, navale, aereo, spaziale e cibernetico.

Tajani ha ricordato che il vertice di Ankara ha raggiunto il suo principale obiettivo politico: riaffermare l’unità e la coesione dell’Alleanza Atlantica. ‘L’Europa non può fare a meno degli Stati Uniti, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno di un’Unione europea che sia più consapevole della propria forza e della propria importanza’, ha dichiarato.

Gli eventi internazionali a Roma

Roma sarà protagonista di diversi incontri internazionali nei prossimi mesi. Il 28-29 luglio, il ministero degli Esteri italiano, insieme al suo omologo saudita, presiederà una riunione dell’Alleanza Globale per la soluzione a due Stati per porre fine al conflitto israelo-palestinese. Pochi giorni dopo, il 4 agosto, Roma ospiterà una nuova sessione di dialogo dei negoziati in corso tra Israele e Libano, con la mediazione degli Stati Uniti.

A novembre, Tajani intende ospitare a Roma la prima riunione del Gruppo degli Amici del Golfo con i ministri del Commercio della regione. Questa iniziativa mira a rafforzare l’export delle imprese italiane, le relazioni commerciali e gli investimenti con quei Paesi.

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