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Incursioni di droni russi in Romania: la risposta di Bucarest e la reazione di Mosca

Incursioni di droni russi in Romania: la risposta di Bucarest e la reazione di Mosca

La Romania ha abbattuto un terzo drone russo in tre giorni, definendo le incursioni 'inammissibili e intollerabili'. Scopri le ultime misure adottate per proteggere i confini e le reazioni internazionali.

La Romania ha abbattuto un terzo drone russo in tre giorni, definendo le incursioni inammissibili e intollerabili. Questo episodio si inserisce in un contesto di ripetute violazioni dello spazio aereo romeno da parte di droni russi, in particolare durante gli attacchi contro i porti ucraini nella regione di Odesa, vicino al confine sudorientale della Romania.

Il presidente romeno Nicușor Dan ha condannato fermamente queste azioni, sottolineando che violano non solo la sovranità della Romania, ma anche lo spazio aereo della NATO e dell’Unione Europea. La situazione è diventata particolarmente critica negli ultimi mesi, con un aumento delle incursioni di droni russi durante la guerra in Ucraina, che dura ormai da più di quattro anni.

Le incursioni dei droni russi e la risposta di Bucarest

Le incursioni di droni russi nello spazio aereo romeno sono diventate una preoccupazione costante da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina nel 2026. Tuttavia, la Romania non aveva abbattuto alcun drone fino a venerdì scorso, quando un caccia F-16 romeno ha portato giù un drone in una zona disabitata.

Da allora, sono stati abbattuti altri due droni, uno sabato e uno domenica.

Il ministro della Difesa romeno, Radu Miruță, ha confermato che il drone abbattuto domenica è stato colpito a 12 km a nord-est della città costiera di Sulina, sopra le acque territoriali. Il ministro ha sottolineato che la Romania continuerà a difendere fermamente la sua sovranità e il suo spazio aereo, ma ha anche richiesto che queste provocazioni cessino.

Le indagini in corso e le misure adottate

Le indagini sui droni abbattuti sabato e domenica sono ancora in corso, ma il presidente Dan ha già identificato il drone abbattuto venerdì come un modello Shahed comunemente utilizzato dalla Federazione Russa nella sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il colonnello Martin O’Donnell, portavoce militare della sede NATO, ha confermato che anche il drone abbattuto domenica sembra essere di origine russa.

La Romania ha recentemente integrato il sistema di contrasto ai droni Merops prodotto negli Stati Uniti, nelle sue difese. Questo sistema, alimentato da intelligenza artificiale, è progettato per intercettare piccoli bersagli che volano a basse altitudini. Inoltre, il parlamento romeno ha adottato una legge nel 2026 che permette di abbattere i droni che violano il suo spazio aereo.

Le reazioni internazionali e le conseguenze diplomatiche

In risposta a queste ripetute violazioni, la Romania ha convocato l’ambasciatore russo a Bucarest. Inoltre, un membro dello staff dell’ambasciata russa è stato dichiarato persona non grata e deve lasciare il paese entro cinque giorni. Il ministro degli Esteri romeno, Oana Țoiu, ha dichiarato che queste azioni sono inaccettabili e che la Romania le tratta con la massima serietà, insieme ai suoi alleati.

La situazione è particolarmente delicata perché la Romania condivide un confine di 650 km con l’Ucraina e le incursioni dei droni russi mettono a rischio non solo la sicurezza della Romania, ma anche quella degli alleati della NATO e dell’Unione Europea. Il primo ministro romeno, Ilie Bolojan, ha definito queste violazioni inaccettabili e ha ribadito l’impegno della Romania a difendere la sua sovranità.

Mentre la situazione continua a evolversi, la Romania e i suoi alleati stanno rafforzando le loro difese aeree per contrastare queste minacce. La comunità internazionale osserva con attenzione, consapevole che queste violazioni potrebbero avere implicazioni più ampie per la sicurezza regionale e globale.

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