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Giornalista bulgara uccisa, fermato il killer in Germania

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La giornalista, 30 anni, era stata stuprata e uccisa in un parco. Il presunto killer è stato fermato in Germania: è un bulgaro 21enne di etnia rom.

Viktoria Marinova

È stato arrestato il presunto killer di Viktoria Marinova, giornalista stuprata e uccisa in un parco della città di Ruse, nel nord della Bulgaria. Si tratta di un 21enne bulgaro di etnia rom. Viktoria lavorava a TVN, una televisione locale, e nel periodo prima della morte si stava occupando di un’inchiesta sull’uso improprio di fondi dell’Unione europea.

Anche se, secondo fonti di Polizia, il suo killer avrebbe scelto la vittima a caso, senza motivi che si ricollegherebbero al suo lavoro. L’uomo aveva già precedenti penali per stupro e veniva dalla Russia. Circostanza che mantiene vivo comunque un certo sospetto circa le motivazioni reali della morte della giornalista.

Le circostanze della morte rimangono sospette

L’uccisione della giornalista, stuprata e strangolata, non è purtroppo il primo caso. Appena un anno fa, a Malta, veniva uccisa da un’autobomba Daphne Caruana Galizia, reporter che stava indagando sul filone maltese dei Panama Papers.

Il rappresentante dell’Osce per la libertà dei media, Harlem Desir, si è detto scioccato per l’omicidio della giornalista e ha lanciato un appello su Twitter affinché si porti a galla la verità. La Bulgaria è al 111esimo posto su 180 per libertà di stampa, secondo la classifica di Reporter senza frontiere. I giornalisti bulgari vivrebbero, secondo i promotori della classifica, in un contesto di continue minacce e intimidazioni da parte di oligarchi che controllano numerosi media e sono sospettati di corruzione.

La Bulgaria fa parte dell’Unione europea, ma si trova al 71° posto nella lista dei paesi più corrotti stilata da Transparency International nel 2017.


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