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Israele, Netanyahu si indebolisce: elezioni anticipate

La fragilità della coalizione di governo in Israele ha portato il primo ministro Netanyahu ad annunciare elezioni anticipate per aprile 2019.

Israele, Netanyahu si indebolisce: elezioni anticipate
Israele, Netanyahu si indebolisce: elezioni anticipate

Il governo israeliano ha annunciato la data delle prossime elezioni. Il giorno del voto è stato anticipato al 2 o al 9 aprile 2019; il termine naturale della legislatura ancora in corso sarebbe stato, invece, novembre 2019. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha comunicato la notizia durante una conferenza stampa tenutasi al parlamento israeliano, il Knesset, lunedì 24 dicembre. “Nel rispetto della responsabilità nazionale e di bilancio è stato deciso all’unanimità di sciogliere la legislatura alla Knesset e di andare a nuove elezioni all’inizio di aprile al termine di un mandato di quattro anni completo” ha dichiarato Netanyahu. La notizia era però largamente prevedibile a causa dell’eccessiva fragilità interna della coalizione a capo del governo.

Israele, elezioni anticipate ad aprile

Lo stesso Benjamin Netanyahu ha dichiarato che alla base della decisione di anticipare le elezioni c’è l’eccessiva instabilità della coalizione di governo.

Eppure sembra che il primo ministro uscente si ripresenterà alle elezioni di aprile con la medesima coalizione, o quasi. Netanyahu ha infatti dichiarato: “La coalizione uscente è il nucleo di quella che le verrà dopo“. Stando a quanto il primo ministro ha spiegato durante la conferenza stampa, il Parlamento verrà sciolto entro una settimana. Il governo invece rimarrà in carica fino alle elezioni, in modo da occuparsi degli affari più urgenti.

A sommarsi alla fragilità e alla litigiosità della coalizione di governo israeliana, ci sono i tre grandi scandali in cui è coinvolto in prima persona Benjamin Netanyahu. La polizia ha infatti suggerito per ben tre volte (ciascuna delle quali legata a un episodio diverso) alla magistratura l’incriminazione del primo ministro per corruzione e frode.

La crisi del governo israeliano

A scatenare la crisi di governo che ha portato alla decisione di anticipare le elezioni le dimissioni dell’allora ministro della Difesa Avigdor Lieberman, nel novembre 2018.

L’ex ministro era in completo disaccordo con Netanyahu sulla decisione del governo di aderire alla tregua (mediata da Egitto e Onu) con Hamas e le fazioni palestinesi della Striscia di Gaza. Secondo Lieberman Israele, aderendo al cessate il fuoco, stava “comprando la calma a breve termine a costo di compromettere la sua sicurezza sul lungo periodo“.

Insieme ministro della Difesa Avigdor Lieberman, avevano rassegnato le proprie dimissioni dall’esecutivo israeliano tutti i membri del partito Ysrael Beiteinu. A Netanyahu era così rimasta una coalizione di governo debolissima, con un solo voto di maggioranza in Parlamento: 61 seggi su 120. Dopo aver assunto temporaneamente gli incarichi del ministro della Difesa, Netanyahu si è visto costretto a indire le elezioni anticipate. Lieberman ha immediatamente manifestato la sua soddisfazione: “Abbiamo detto per un mese intero che questo è un governo di sopravvivenza, non è operativo; quindi per il popolo d’Israele, la cosa più importante è un governo nuovo e stabile“.

Nata a Milano, classe 1994, laureata in Lettere. Ha collaborato con Notizie.it.


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Marta Lodola

Nata a Milano, classe 1994, laureata in Lettere. Ha collaborato con Notizie.it.

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