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Burkina Faso, scomparsa Luca Tacchetto: spunta un audio

E' un messaggio inviato agli amici una settimana prima della sparizione. Diverse le ipotesi sulla loro scomparsa che rimane un mistero.

Luca Tacchetto scomparso
Luca Tacchetto scomparso

La scomparsa dell’italiano Luca Tacchetto e della sua amica canadese Edith Blais è avvolta nel mistero. Diverse le ipotesi formulate. Nel frattempo spunta un messaggio audio inviato dall’architetto veneto a un gruppo di amici una settimana prima della sparizione.

Scomparsa Luca Tacchetto: spunta un audio

Ci sono delle novità circa la sparizione di Luca Tacchetto ed Edith Blais. I due si erano messi in viaggio verso il Togo dove si sarebbero fermati per fare volontariato, ma ormai da un mese non si hanno notizie. Ora spunta un messaggio audio inviato dal 34enne veneto a un gruppo di amici una settimana prima della sparizione. “Invece che andare direttamente dal Burkina al Togo, andiamo a prendere un visto. Potremmo andare in Costa D’Avorio. Poi potremmo tornare in Burkina e andare in Benin.

Sarà lunga“, è ciò che si senti in quel messaggio di 48 secondi. La voce è quella squillante, e con la pronuncia marcatamente veneta, di Luca. Nel messaggio audio inviato agli amici, l’architetto rivela di avere intenzione di vendere l’auto con cui stava viaggiando perchè “è un affare”. “Posso venderla tra i 1.500 e i 2.000 euro, in Mali forse di più. Sarebbe un affare, visto che in Italia non la venderei nemmeno a 500 euro”, ha precisato.


Una scomparsa avvolta nel mistero

Molte sono le ipotesi circa la sparizione di Luca Tacchetto ed Edith Blais, ma per il momento rimangono solo suggestioni. Secondo quanto riporta l’Agenzia Giornalistica Italiana, si è ipotizzato il rapimento da parte di gruppi terroristici, o da comuni criminali, ma il fatto che non sia arrivata nessuna richiesta di riscatto risulta molto strano.

Questa brutta vicenda rimane avvolta nel mistero. Attraversando vari stati dell’Africa sono arrivati in Burkina Faso prima di proseguire per il Togo. Il Burkina Faso, a lungo rimasto immune dalla presenza di jihadisti, negli ultimi anni è diventato un paese a rischio e pericoloso dove si sono registrati attentati, tant’è che l’Assemblea nazionale del paese aveva proclamato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre, ma lo ha prolungato per altri 6 mesi. “I nostri soldati non riescono ancora a gestire il raggio d’azione dei militanti islamici che sta diventando sempre più grande”, ha spiegato il presidente Roch Marc Kaboré.

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