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Aereo caduto in Etiopia, Paolo Dieci: “Parto per non lasciarli soli”
Esteri

Aereo caduto in Etiopia, Paolo Dieci: “Parto per non lasciarli soli”

Aereo caduto Etiopia, ultima frase di Paolo Dieci
Aereo caduto Etiopia, ultima frase di Paolo Dieci

Paolo Dieci ha speso la sua vita per gli altri. Ha fondato la Cisp e la Link e ha collaborato per l'inserimento dei migranti di Castelnuovo di Porto.

In Etiopia Paolo Dieci, una delle vittime del disastro aereo di Addis Abeba, c’era già stato diverse volte e ci aveva lasciato il cuore. A raccontarlo al Messaggero è la collega e amica Giulia Olmi. “Lui amava quel Paese, era vissuto lì tanti anni. La sua prima missione era stata aprire la sede del Cisp [il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, ndr] in Etiopia”, ricorda. Era il 1983 quando aveva fondato l’associazione a Roma, insieme ad altri 28 amici: una realtà che era cresciuta tanto da essere presente, oggi, in 26 Paesi del mondo, grazie all’attività di 600 operatori. “Paolo era il nostro collante”, continua Giulia. Era “un incoraggiatore, una persona positiva. Ci metteva una passione fortissima e un grande entusiasmo nel suo lavoro”.

Una vita al servizio degli altri

Paolo Dieci, 58 anni, ha speso la sua vita ad aiutare gli altri, in ogni angolo del mondo, soprattutto i più difficili e dimenticati. Oltre al Cisp, ha dato vita, nel 2007, alla Link, l’associazione di cooperazione in rete che riunisce 14 Ong italiane.

Prima di imbarcarsi a Fiumicino sul Boeing 737 su cui ha perso la vita, aveva salutato al telefono l’amico Nino Sergi, presidente emerito di Intersos, dicendogli: “Vado in Somalia per far sentire ai nostri cooperanti che non sono soli“. Da Addis Abeba si sarebbe dovuto recare in Kenya, per un’ultima tappa prima della Somalia. Allo scalo di Nairobi lo attendevano il direttore di Cisp Africa che, insieme ad altri funzionari, lo avrebbe dovuto accompagnare a Mogadiscio. Lì, avrebbe lavorato a progetti educativi e sanitari da attuare nel Paese, prima di fare rientro a Roma.

Castelnuovo e i migranti

Non solo Africa. Paolo Dieci si è speso per aiutare anche i migranti in terra italiana. Ha collaborato per la realizzazione della riforma della legge sulla cooperazione e ha lavorato a Castelnuovo di Porto per l’inserimento dei richiedenti asilo. Il sindaco del Comune laziale, Riccardo Travaglini, ha promesso che “continueremo a portare avanti i suoi progetti.

Assieme ai migranti sta morendo anche la nostra società”.

La famiglia

Dopo aver conseguito la maturità classica e la laurea in filosofia, insieme a Tullio De Mauro, Paolo Dieci aveva studiato le lingue e le culture africane, tra cui proprio l’aramaico, l’idioma nazionale dell’Etiopia. Dal matrimonio con una donna etiope è nata la sua figlia maggiore, Sela. Oltre a lei, il cooperante lascia altri due figli, Giacomo e Cecilia, di 20 e 17 anni, nati dall’unione con la dottoressa Maria Luisa Mattioli. Chi li ha conosciuti li descrive come “una coppia straordinaria, affiatata e amorevole. Lui, di una premura e una gentilezza mai conosciute”.


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Lisa Pendezza
Classe 1994, nata e cresciuta in provincia di Monza e Brianza. Dopo il diploma di liceo classico mi sono laureata a pieni voti in "Lettere moderne" presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ho conseguito la laurea magistrale in "Lettere moderne", con 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Milano. Durante il mio percorso accademico, mi sono avvicinata al mondo del giornalismo attraverso il team di Notizie.it, passando da un iniziale stage curriculare a una collaborazione, fino a entrare a far parte della redazione. Ho collaborato con la rivista cartacea Viaggiare con gusto per la pubblicazione dell’articolo Viaggio in Puglia, nell’aprile 2019.