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Ethiopian, perde il volo per due minuti in ritardo: imprenditore è vivo
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Ethiopian, perde il volo per due minuti in ritardo: imprenditore è vivo

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Doveva andare a Nairobi per una conferenza: Antonis Mavropoulos è il "miracolato" che per due minuti non sale sul volo in cui avrebbe perso la vita.

Antonis Mavropoulos, imprenditore greco presidente dell’associazione non-profit International Solid Waste Association, si è salvato per due minuti. Tanto è bastato per evitare che si imbarcasse come 150esimo passeggero del tragico volo Ethiopian Airlines.

Secondo i suoi piani, Mavropoulos, doveva andare a Nairobi per partecipare alla riunione annuale dell’Onu. Il destino ha voluto che non fosse così. Rabbia, incredulità e profonda gratitudine: sono questi gli stati d’animo attraversati dall’uomo da quando si è visto rifiutare l’imbarco a quando ha scoperto di essere un “miracolato”. Scrive lui stesso su Facebook: “È il mio giorno fortunato. Mi hanno spinto (il personale di terra dell’aeroporto ndr) a prendere il volo successivo delle 11.20, mi hanno chiesto scusa per l’inconveniente e mi hanno portato in una sala di attesa”.

“Fili invisibili guidano la nostra vita”

Antonis Mavropoulos continua il post dicendo: “Ho perso il volo per due minuti, quando sono arrivato l’imbarco era chiuso e ho visto gli ultimi passeggeri entrare attraverso il tunnel.

Due guardie di sicurezza mi hanno informato che per motivi di sicurezza e per problemi con una valigia non avrei potuto imbarcarmi”. La prima reazione è stata la rabbia: “Ho protestato, ma poi qualcuno mi ha detto gentilmente di non arrabbiarmi e di dire grazie a Dio, perché ero l’unico passeggero del volo ET 302 a essermi salvato”.

Preso consapevolezza di quanto accaduto, la rabbia di Antonis si è trasformata in incredulità e riconoscenza: “In un primo momento non capivo, ma ho aspettato che mi identificassero prima di andare via. Dopo ho sentito la terra cedere sotto i miei piedi, ho cercato su internet per trovare informazioni sul volo e degli amici da Nairobi mi hanno informato di quello che era successo”.

Il primo pensiero è stato dedicato ai suoi cari: “Ho capito allora che dovevo contattare immediatamente la mia famiglia per rassicurare tutti sulle mie condizioni. Il post l’ho scritto perché voglio dire che fili invisibili guidano la nostra vita. In realtà, è la prima volta che sono così contento di condividere un post e sono grato di essere vivo e di avere molti amici che mi vogliono bene. Baci a tutti e un caloroso ringraziamento per il vostro sostegno emotivo. Forse non sono troppo vecchio per il rock’n’roll, ma certamente troppo giovane per morire”.

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