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E’ morto Ieoh Ming Pei: suo il progetto della piramide del Louvre

Leoh Ming Pei, l'archistar che progettò la piramide del Louvre, è morto a New York all'età di 102 anni.

leoh ming pei

Ieoh Ming Pei se n’è andato all’età di 102 anni. L’architetto, naturalizzato americano ma nato nel 1917 in Cina, ha realizzato tantissimi edifici importanti in tutto il mondo. Il suo lavoro più noto è la piramide di vetro che si trova all’ingresso del museo del Louvre di Parigi.

Il figlio, Chien Chung Pei, ha detto alla stampa americana che il padre si è spento nella notte a New York, notizia che è stata confermata all’Associated Press da un portavoce del suo studio di architettura.

La carriera di Ming Pei

Ieoh Ming Pei nacque a Canton in Cina il 26 aprile 1917, figlio di un importante banchiere. Nel 1935 partì per gli Usa per studiare architettura al Mit e poi alla Harvard University.

Dopo aver insegnato per diversi anni e aver lavorato per il governo americano, nel 1948 Ming Pei si era trasferito a New York. Nella Grande Mela ha iniziato a lavorare per un costruttore e ha aperto il suo studio nel 1955, anno in cui riuscì a ottenere la cittadinanza statunitense. La sua arte aveva le caratteristiche del movimento modernista: realizzava forme astratte usando la pietra, il calcestruzzo, il vetro e l’acciaio con grande precisione geometrica e attenzione alla luce.

Il suo progetto più noto e soggetto a giudizi contrastanti è la Piramide del Louvre. In realtà l’archistar ha realizzato altri progetti, come la John F. Kennedy Library a Dorchester, in Massachusetts, la Bank of China tower a Hong Kong, la East Wing della National Gallery of Art a Washington D.C., l’Athens’ Museum of Modern Art e il Rock and Roll Hall of Fame and Museum a Cleveland, che è una delle sue opere più apprezzate.

Nel 1983 vinse il Premio internazionale di architettura Pritzker e decise di sfruttare i 100 mila dollari vinti per lanciare un’iniziativa a sostegno degli studi universitari di alcuni aspiranti architetti cinesi. Nel 1992 il presidente George H. W. Bush gli assegnò la Medaglia presidenziale della libertà.

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