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Razzi da Gaza e raid di Israele, Netanyahu: “Fermatevi o continueremo”

Il premier israeliano Netanyahu ha chiarito che i palestinesi "hanno una sola scelta: fermare questi attacchi o subire sempre più colpi". 

raid gaza
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Continuano da martedì 12 novembre gli scontri tra Gaza e Israele: dal primo arrivano una serie di razzi, mentre dal secondo partono alcuni raid. La situazione è critica: si contano almeno 18 morti tra i palestinesi e almeno una cinquantina di feriti. Tra i decessi, anche quello mirato di Abu al Ata a Gaza e della moglie. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, inoltre, ha tuonato: “Fermate questi attacchi o ne subirete sempre di più. A voi la scelta”.

Nella giornata di oggi, mercoledì 13 novembre, è stata annunciata la morte di un combattente della Jihad Islamica Khaled Moawad Farraj. Il 38enne sarebbe uno dei comandanti locali delle Brigate al-Quds. Da quanto si apprende, inoltre, è stato ucciso da un raid aereo israeliano lanciato nelle prime ore di mercoledì.

Dal profilo Twitter della Jihad Islamica è stata pubblicata l’immagine del suo corpo senza vita con la promessa di vendetta.


Raid e razzi a Gaza

Nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 novembre i raid e i razzi provenienti da Gaza si erano fermati. Stamane, però, le sirene di allarme in Israele sono tornate a suonare quando è stata attaccata la città di Netivot nel Neghev. Colpite anche la zona di Latrun e di Beit Shemesh, a circa 20 chilometri ad ovest di Gerusalemme, e la città di Asjkelon.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato in mattinata una riunione straordinaria di governo per fare il punto della situazione. In un primo momento avrebbe spiegato che Israele sta attaccando “la Jihad islamica dopo aver eliminato il suo comandante nella Striscia”, Baha Abu al Ata.

Egli, ha poi aggiunto il premier, “era responsabile della maggior parte degli attentati terroristici partiti dalla Striscia di Gaza nell’ultimo anno e aveva in programma di effettuare altri attacchi nei prossimi giorni”.

Infine, rispetto alle prossime mosse ha chiarito: “Continueremo a colpirli senza pietà. Siamo determinati a combattere e a proteggerci. Se pensano che i razzi o i missili ci avrebbero indebolito, hanno torto. Hanno una sola scelta: fermare questi attacchi o subire sempre più colpi”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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