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Caso George Floyd, rilasciato uno dei poliziotti coinvolti

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Uno dei poliziotti coinvolti nella morte di Floyd è stato rilasciato su cauzione. Intanto Nancy Pelosi chiede la rimozione di statue a Capital Hill.

george floyd poliziotti

Uno dei quattro poliziotti coinvolti nella morte di George Floyd è stato rilasciato a seguito del pagamento di una cauzione di 750mila dollari. Intanto Nancy Pelosi chiese la rimozione delle statue dei confederati a Capitol Hill.

Rilasciato poliziotto coinvolto nel caso Floyd

Si chiama Thomas Lane il poliziotto rilasciato a seguito del pagamento di una cauzione di 750mila dollari e coinvolto nel caso George Floyd. Insieme agli altri tre agenti, tra cui Derek Chauvin, è coinvolto nella morte del giovane afroamericano. Lane è stato rilasciato con condizioni dalla prigione della contea di Hennepin.

Rimozione delle statue a Capitol Hill

La speaker della Camera Nancy Pelosi ha chiesto la rimozione delle statue dei confederati da Capitol Hill. Quest’ultima è la sede del congresso americano. Si tratterebbe di “un tributo all’odio”. Già nel 2017 la Pelosi, leader all’epoca della minoranza alla Camera, chiese la rimozione delle statue. Su 100 sono 11 quelle “incriminate”. Tra queste quella di Jefferson Davis ed Alexander Stephens, ovvero presidente e vice presidente della confederazione che furono accusati di alto tradimento durante la Guerra Civile negli Stati Uniti.

Stephens scrisse che la Confederazione era basata “sulla grande verità che i negri non solo uguali agli uomini bianchi e la subordinazione degli schiavi alla razza superiore è una condizione naturale e umana”.

Le sale del Congresso sono il cuore stesso della nostra democrazia – ha scritto la leader Pelosi – le statue dovrebbero rappresentare i più alti ideali degli americani, esprimere quello che siamo e quello che aspiriamo ad essere come nazione.

Monumenti ad uomini che hanno difeso crudeltà e barbarie per un obiettivo razzista – prosegue riferendosi alla politica schiavista della Confederazione sono un affronto grottesco a questi ideali. Le loro statue sono un tributo all’odio, non alla nostra storia. Devono essere rimosse”.

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali.


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Annalibera Di Martino

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali.

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