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Padrone si suicida, il cane lo aspetta per quattro giorni sul ponte

È toccante la storia che giunge da Wuhan: un cane aspetta il suo padrone su un ponte. L'uomo si era suicidato 4 giorni prima. Difficile il recupero.

Il cane aspetta il suo padrone, ma lui si è suicidato

È una storia triste quella che giunge da Wuhan. Dopo i tristi resoconti dalla città cinese più colpita dal coronavirus, un nuovo, drammatico resoconto. Lo scorso 30 maggio un uomo si suicida, ma il cane aspetta il suo padrone per quattro giorni sul ponte.

La storia toccante è stata riportata dai quotidiani locali.

Il padrone si suicida, ma il cane lo aspetta sul ponte

I primi di giugno, un cane è stato trovato sullo Yangtze Bridge, uno dei ponti della città di Wuhan.

A notarlo, un passante di nome Xu, che ha poi condiviso le foto sui social. L’animale appariva denutrito e provato, ma non staccava lo sguardo dal ponte. Xu stesso ha cercato di portare con sé il cane e dargli una nuova casa, poi ha scoperto la verità. Alcuni operai che erano in un cantiere vicino hanno riportato la storia del suo padrone che, a fine maggio, si è lanciato da quel ponte per farla finita.

Xu ha, così, realizzato che il cagnolino stava aspettando il ritorno del suo padrone invano. Al Chutian Metropolis Daily, Xu ha riferito che il cane non ha accettato né acqua né cibo. Dopo il racconto toccante, Du Fan, direttore del Wuhan Small Animal Protection Association, ha salvato il cane e si sta adoperando per trovargli una nuova casa.

Il cane e l’attesa in ospedale

L’incredibile storia di fedeltà ricorda una simile, avvenuta a pochi giorni di distanza a Wuhan.

Un cagnolino, ribattezzato Xiaobao, ha aspettato il suo padrone per tre mesi nel reparto dell’ospedale Taikang. L’uomo è morto in seguito al Covid-19, ma l’animale è rimasto lì ad aspettarlo, sperando di poterlo rincontrare. Dopo le lamentele di alcuni pazienti, togliere il cane dall’ospedale restava impossibile. La proprietaria di un piccolo negozio, Wu Cuifen, ha cercato di portarlo con sé, ma il cane ritornava sempre lì.

Alla fine, le infermiere hanno contattato un’associazione che difende i diritti degli animali, che hanno preso in carico l’animale, con l’auspicio che possa trovare una casa capace di donargli amore.

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