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Chiuso in casa per il lockdown: ragazzo muore per una trombosi

Trascorreva le giornate davanti ai videogiochi in posizione sedentaria: a 24 anni un ragazzo è morto per una trombosi.

24enne muore di trombosi
Un ragazzo di 24 anni è morto a causa di una trombosi

Effetti collaterali della pandemia da Coronavirus. Un ragazzo di 24 anni, Louis O’Neill, ha sempre passato la sua vita all’aperto dedicandosi ai più piccoli e alla sua più grande passione: il calcio. Era diventato da poco allenatore di una squadra locale e si divertiva a insegnare ai bimbi i trucchetti del mestiere.

Poi, però, l’arrivo del Coronavirus e l’obbligo di stare chiusi in casa per il lockdown.

Così il giovane ha perso contezza della realtà e, a soli 24 anni, è morto per un’immane tragedia: una trombosi lo ha sconfitto improvvisamente. Il coagulo di sangue è stato causato – secondo i medici – dalla posizione sedentaria assunta durante i mesi passati in casa. O’Neill, come racconta il padre, si alzava al mattino presto per giocare ai videogiochi per poi andare a letto tardi.

Una routine continua. Lo scarso movimento fisico ha portato alla creazione di questa trombosi che non gli ha lasciato scampo. I genitori – come raccontato ai tabloid britannici – sono scossi per quanto accaduto.

Ragazzo muore per trombosi

E affinché nessuno debba più provare il dolore che i familiari di Louis stanno vivendo, il padre, Stanley Greening ha deciso ora di avviare una campagna di informazione per ricordare l’importanza di muoversi durante la giornata. Anche e soprattutto per chi è costretto a stare seduto per motivi di lavoro. “È importante non restare fermi. Quella di mio figlio – denuncia il padre – è una morte da effetto collaterale del lockdown”. Stanley ricorda come lo abbia visto per settimane trascorrere il tempo solo sui videogame tant’è che lo ha più volte invitato ad andare a fare la spesa, ma ricevendo sempre un secco no.

E sulla trombosi, il padre del ragazzo morto denuncia: “Due settimane prima della sua morte, Louis disse a suo padre che non si sentiva bene, si pensava a una intossicazione alimentare, ma le sue condizioni sono peggiorate, ha iniziato a lamentarsi per un dolore alla gamba e quando i genitori lo hanno ritrovato riverso a terra il 3 giugno era ormai troppo tardi”.

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