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Incendi nel campo profughi di Lesbo, migranti in fuga

Diversi migranti sono in fuga a seguito di alcuni incendi divampati nel campo profughi di Lesbo. Si mobilita la Commissione UE.

L'incendio divampato nel campo profughi di Moria, a Lesbo
L'incendio divampato nel campo profughi di Moria, a Lesbo

Diversi migranti si sono dati alla fuga dopo che alcuni incendi hanno devastato il campo profughi di Moria, nell’isola greca di Lesbo, dove molte famiglie si trovano stipate da tempo. Secondo le ricostruzioni fatte dal quotidiano ellenico Kathimerini, le fiamme sarebbero state appiccate dai profughi in rivolta contro le misure antiCovid presenti nel campo e che sono state rafforzate a partire da fine luglio, da quando in pratica l’unico centro di isolamento Covid sull’isola è stato chiuso e che rappresentava l’avamposto efficace contro la diffusione della pandemia tra le baracche del campo profughi di Lesbo.

Profughi Lesbo in fuga

Riguardo la fuga dei migranti dal campo profughi di Lesbo e le cause che hanno scatenato le fiamme, la polizia si mostra comunque cauta, non confermando le ipotesi degli organi d’informazione locali sostenendo di aver incontrato “qualche resistenza” da alcuni migranti costretti in condizioni di vita vergognose, rese ancora più drammatiche dalle nuove misure contro il Coronavirus a seguito del riscontro di un caso di positività di un somalo all’interno della struttura.

Molto preoccupato, il sindaco della limitrofa città di Mitilene, Stratos Kytelis: “Il fuoco si è diffuso all’interno e all’esterno del campo e lo ha distrutto” ha riferito il primo cittadino, che ha aggiunto: “Ci sono più di 12.000 migranti sorvegliati dalla polizia su un’autostrada. È una situazione molto difficile perché alcuni di quelli che sono fuggiti includeranno persone positive“.

Ue si mobilita per Lesbo

Arrivano intanto le dichiarazioni ufficiali degli organismi internazionali.

Ylva Johansson, commissaria agli affari interni della Commisione Europea via Twitter:

La delegata svedese si esprime così:”I miei pensieri e la mia vicinanza vanno alle persone dell’isola greca di Lesbo e in particolare ai migranti e al personale che lavora nel campo di Moria.

Sono in contatto con il ministro greco e le autorità locali per l’incendio“. E aggiunge:”Ho già accettato di finanziare il trasferimento immediato e l’alloggio sulla terraferma dei restanti 400 bambini e adolescenti non accompagnati. La sicurezza e il riparo di tutte le persone a Moria sono la priorità“. Sempre un incendio scoppiato lo scorso marzo aveva messo fine alla vita di un povero bambino nel campo profughi di Moria.

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