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Attacco a Parigi, il sospetto è stato anche in Italia

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Il sospetto dell'attacco di Parigi ha raccontato di essere passato anche dall'Italia. Inoltre si è scoperto che prendeva sussidi dallo Stato francese

Attacco Parigi, il sospetto era sconosciuto all'intelligence

Il sospetto dell’attacco con coltello di Parigi si chiama Zaheer Hassan Mahmoud, ha 25 anni ed è stato anche in Italia. A rivelarlo è stato il procuratore nazionale dell’antiterrorismo francese, Jean-Francois Ricard, nel corso di una conferenza stampa in cui ha fornito maggiori dettagli sull’attentato compiuto nei pressi dell’ex sede di Charlie Hebdo.

Mahmoud ha deciso di parlare con gli inquirenti raccontando alcuni aspetti del suo passato. Il dato inquietante, secondo quanto riferito dal procuratore, è che il 25enne di origini pakistane ha girato diversi Paesi europei, ma risultava completamente sconosciuto ai servizi di intelligence. Ma non solo. Sotto falsa identità l’uomo ha ricevuto sussidi dallo Stato fin dal suo arrivo in Francia.

Attacco Parigi, il sospetto è stato in Italia

Ai servizi segreti però questa figura ombrosa è sfuggita, nonostante Zaheer Hassan Mahmoud avesse anche mostrato interesse nei confronti di Tehreek-e-Labbaik Pakistan (Tlp), partito la cui lotta alla blasfemia è la principale arma politica e che ha convocato le manifestazioni nel Paese asiatico dopo la decisione di Charlie Hebdo di ripubblicare le vignette che hanno scatenato la reazione furiosa degli islamici.

Le dichiarazioni dell’arrestato, però, aprono degli interrogativi anche in Italia dove, Mahmoud sarebbe passato e probabilmente ha vissuto per un certo peiodo di tempo.

Chi lo ospitava e in quale città? Si è appoggiato a una qualche cellula terroristica? I Servizi interni che si occupano di antiterrorismo ne erano a conoscenza? Tutte domande legittime che richiedono risposte.

Giornalista pubblicista dal 2006, collabora con il quotidiano La Sicilia ed è direttore del quotidiano online Novetv.com. Ha firmato articoli anche per il FattoQuotidiano.it, nel 2018 ha vinto il premio internazionale Luchetta per un'inchiesta sul caporalato. Autore del libro "L'Infanzia Negata" edito da Albatros.


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Carmelo Riccotti La Rocca

Giornalista pubblicista dal 2006, collabora con il quotidiano La Sicilia ed è direttore del quotidiano online Novetv.com. Ha firmato articoli anche per il FattoQuotidiano.it, nel 2018 ha vinto il premio internazionale Luchetta per un'inchiesta sul caporalato. Autore del libro "L'Infanzia Negata" edito da Albatros.

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