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Egitto, Patrick Zaki resterà in carcere per altri 15 giorni

Patrick Zaki resterà in carcere per altri quindici giorni: è quanto stabilito dalla sentenza diffusa in seguito all’udienza di domenica 17 gennaio.

Carcere

In seguito all’udienza di domenica 17 gennaio, le autorità egiziane hanno deciso che la reclusione di Patrick Zakiproseguirà per altri 15 giorni.

Patrick Zaki in carcere per altri 15 giorni

La permanenza di Patrick Zaki presso il carcere di Tora, in Egitto, è stata prorogata di altri 15 giorni.

La notizia, resa nota agli avvocati del 29enne solo due giorni dopo la conclusione dell’udienza di domenica 17, è stata comunicata all’Ansa da una delle legali dello studente egiziano: Hoda Nasrallah, infatti, è stata contattata telefonicamente e, in merito alle decisioni scaturite dall’udienza, ha dichiarato che la detenzione del suo cliente è stata confermata per altri «quindici giorni», anche se «ci si aspettava una scarcerazione».

La sentenza è, poi, stata confermata anche su Twitter dall’Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), l’ong che sta assiduamente lavorando per accelerare la liberazione dell’ex-studente universitario di Bologna e con la quale il giovane ha spesso collaborato.

L’udienza di domenica 17 gennaio

Patrick Zaki si trova in carcere con l’accusa di «sedizione sui social network» dal 7 febbraio 2020: il suo caso è stato sottoposto a riesame, insieme ad altre decine di casi, nella giornata di domenica 17 gennaio. In occasione dell’udienza, è stato concesso a quattro diplomatici – tra i quali era annoverato anche un diplomatico italiano – di presenziare. I funzionari, in quella circostanza, hanno potuto salutare il ragazzo e hanno affermato di averlo trovato, complessivamente, in «buono stato».

Molta, infatti, è la preoccupazione per la salute dello studente egiziano, soprattutto dopo la diffusione delle lettere scritte nel corso degli ultimi mesi in cui accennava a dolori alla schiena e altri malesseri indotti dalla reclusione. Avvicinato dai diplomatici, Patrick Zaki ha avuto l’opportunità di ringraziarli per la loro partecipazione all’udienza e per il sostegno mostrato nei suoi confronti dai loro paesi e da tutta l’Unione Europea.

Le reazioni di attivisti e sostenitori

L’ulteriore proroga della detenzione di Patrick Zaki è stata commentata da Hossam Bahgat, fondatore e direttore esecutivo dell’Eipr, alla Dire con le seguenti parole: «Non sappiamo per quale motivo la detenzione cautelare di Patrick stavolta sia stata rinnovata di 15 giorni e non di 45. Stando alla legge, 45 giorni è il limite impiegato in questo tipo di casi. speriamo che sia un buon segno, e che il conteggio inizi a partire da domenica, quando si è svolta l’udienza. Ora, insieme alla famiglia, gli amici e i colleghi di università, noi dell’Eipr nutriamo la genuina speranza che Patrick venga rilasciato alla prossima udienza per il rinnovo della detenzione cautelare. Soprattutto perché il 7 febbraio sarà trascorso un anno dall’inizio della sua ingiusta prigionia».

Se gli attivisti sperano che la prossima udienza porterà alla scarcerazione di Patrick Zaki, i sostenitori del 29enne hanno espresso la propria apprensione in merito all’ultima sentenza tramite un post pubblicato sulla pagina ‘Patrick Libero’: «Siamo molto angosciati e preoccupati per lo stato psicologico di Patrick quando verrà a conoscenza dell’ennesimo rinnovo della detenzione; concluderà un anno intero in carcere in meno di tre settimane».

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, invece, ha dichiarato: «Con la decisione di rinnovare di altri 15 giorni la detenzione preventiva di Patrick, dopo 48 ore di attesa dall’esito dell’udienza di domenica, le autorità giudiziarie hanno mostrato ulteriormente il loro disprezzo per il rispetto e la dignità dei detenuti. Quindici giorni vuol dire che arriveremo a ridosso dell’anniversario dall’arresto di Patrick, è una detenzione che, ribadiamo, è illegale, arbitraria, infondata e immotivata».

In relazione al caso Patrick Zaki, Amnesty ha anche spiegato che lo studente egiziano rischia di dover scontare fino a 25 anni di carcere mentre la custodia cautelare in Egitto può raggiungere la durata massima di due anni.

Sulla vicenda di Patrick Zaki, infine, si è espresso su Twitter anche Erasmo Palazzotto, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta che si occupa della morte – avvenuta quattro anni fa a Il Cairo – del ricercatore italiano Giulio Regeni. Nel suo tweet, Palazzotto ha scritto: «Lo stesso rito crudele ogni volta; un’udienza per la libertà e la proroga degli arresti. L’ingiusta detenzione di #PatrickZaki si allunga di 15 giorni. Nelle carceri egiziane per aver difeso i diritti umani, come in tanti, come in troppi. Non lo dimentichiamo. #FreePatrick».


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