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Covid, Sputnik V: la Russia chiede l’approvazione del vaccino all’UE

Dopo il processo di ‘scientific review’, la Russia ha chiesto all’Unione Europea di ricevere l’approvazione per diffondere il vaccino anti-Covid Sputnik V.

Vaccino Russo

Nella giornata di martedì 19 gennaio, il processo di ‘scientific review’ attuato da un’equipe scientifica russa in collaborazione con l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) rispetto al vaccino russo Sputnik V si è ufficialmente concluso.

La notizia è stata diffusa tramite un tweet pubblicato sulla pagina Twitter ufficiale dedicata al siero contro il coronavirus sintetizzato in Russa e nel quale viene comunicato che l’RDIF, ossia il fondo per gli investimenti diretti nazionale russo, ha presentato domanda di registrazione per lo Sputnik V in Unione Europea, in modo tale da permettere la distribuzione del farmaco in tutti i territori europei.

La Russia chiede l’approvazione dello Sputnik V all’UE

La revisione scientifica del vaccino russo, ultimata nella giornata di martedì 19, ha visto la partecipazione di oltre 20 scienziati ed esperti di fama e provenienza internazionale. Le conclusioni circa il processo di ‘scientific review’ verranno comunicate alla Russia dall’EMA entro 7-10 giorni dalla conclusione della verifica.

Al momento, la Russia prevede che la distribuzione effettiva dello Sputnik V in Europa verrà avviata a partire dal mese di febbraio 2021, dopo aver superato la fase preliminare del rolling review ossia un periodo di revisione continua al quale è necessario ricorrere in circostanze caratterizzate da emergenze sanitarie che rendono indispensabile l’adozione di processi di verifica semplificati.

68 milioni di russi vaccinati entro giugno 2021

In attesa che il vaccino si diffonda in Europa, tuttavia, la Russia ha manifestato la propria intenzione di vaccinare contro il coronavirus almeno 68 milioni di cittadini, entro il mese di giugno 2021. Sull’ambizioso progetto si è espresso Denis Manturov, ministro dell’Industria e del Commercio, che ha dichiarato: «Assieme alle case farmaceutiche, abbiamo stilato un piano di prevenzione per la produzione del vaccino fino a giugno di quest’anno.

Esso ci permette di coprire del tutto i bisogni del sistema sanitario. Questo significa che quasi 70 milioni di dosi dovrebbero essere fornite e che lo stesso numero di persone dovrebbero essere vaccinate. Per essere più precisi, 68 milioni di russi dovrebbero essere vaccinati per allora».

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