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Famiglia nel bosco, ansia e preoccupazione per uno dei tre bambini: la notizia è appena arrivata

Famiglia nel bosco, ansia e preoccupazione per uno dei tre bambini: la notizia è appena arrivata

I tre fratellini di Palmoli, ospitati in una struttura protetta da nove mesi, mostrano segni preoccupanti di disagio psicologico. Scopriamo i dettagli delle perizie e le implicazioni legali.

Da nove mesi, tre fratellini vivono in una struttura protetta in Abruzzo, lontani dalla loro famiglia e dal contesto in cui sono cresciuti. La loro storia continua a tenere banco nelle aule del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, dove si sta decidendo il loro futuro. Recenti perizie psicologiche hanno rivelato segnali preoccupanti di disagio, tra cui gesti autolesionistici ripetuti da parte di uno dei bambini.

La vicenda, iniziata lo scorso novembre, ha visto la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti dei genitori Nathan e Catherine. Da allora, i tre bambini sono stati affidati a una struttura protetta a Vasto, dove vengono seguiti da operatori specializzati. Nonostante le attese di una decisione definitiva entro luglio, il processo continua a essere oggetto di analisi approfondite.

I segnali di disagio psicologico

Uno dei tre fratellini ha iniziato a manifestare comportamenti autolesionistici, mordendosi ripetutamente le mani fino a procurarsi piccole ferite. Questo comportamento, secondo gli esperti, non può essere liquidato come una semplice fase di disagio, ma rappresenta un segnale di un trauma più profondo. Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti di parte della famiglia, hanno depositato una relazione dettagliata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, evidenziando manifestazioni cliniche riconducibili agli effetti del trauma da sradicamento.

Nella loro relazione, i due esperti descrivono come l’esperienza della separazione dal contesto familiare abbia già prodotto un impatto significativo e lesivo sul loro equilibrio psicologico. I comportamenti osservati nel bambino, come i gesti autolesionistici, sono interpretati come un tentativo di esprimere un disagio che non riesce a verbalizzare. Questo linguaggio del corpo sostituisce le parole, spesso in contesti segnati da esperienze traumatiche o situazioni di forte instabilità emotiva.

Le decisioni del tribunale e le tappe giudiziarie

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva fissato al 20 luglio il termine ultimo per il deposito delle memorie di parte, ma la complessità del caso ha imposto tempi di analisi più lunghi. L’avvocato Simone Pillon, legale della coppia, ha presentato un’istanza di 99 pagine contenente nuovi elementi istruttori e ricostruzioni dettagliate. Nel frattempo, i genitori hanno trovato una nuova sistemazione abitativa offerta gratuitamente dal comune di Palmoli, nella speranza di dimostrare la presenza di requisiti idonei all’eventuale ricongiungimento con i figli.

La decisione finale del tribunale è ancora attesa, e la situazione scolastica dei minori resta un nodo aperto. I tre bambini hanno completato con successo gli esami di seconda e quarta primaria, ma l’iscrizione ufficiale alla scuola non è stata ancora perfezionata. La famiglia e le autorità dovranno stabilire se i fratellini saranno iscritti presso un istituto scolastico pubblico oppure se si opterà per il regime di educazione parentale.

La situazione abitativa e il percorso sanitario

Nel frattempo, la coppia si è trasferita in una nuova abitazione offerta gratuitamente dal Comune di Palmoli per due anni. Accanto al casolare nel bosco, a settembre partiranno i lavori di realizzazione di un immobile di bioedilizia. I bambini sono stati sottoposti ai richiami vaccinali previsti dalla legge e hanno sostenuto con successo gli esami di seconda e quarta primaria. Resta tuttavia aperto il nodo relativo alle future modalità di istruzione, poiché la famiglia e le autorità dovranno stabilire se i fratellini saranno iscritti presso un istituto scolastico pubblico oppure se si opterà per il regime di educazione parentale.

Ad oggi l’iscrizione ufficiale alla scuola non è stata ancora perfezionata, in attesa che il quadro legale definitivo chiarisca le sorti dell’intero nucleo familiare. La speranza è che in quella struttura possano raggiungerli in fretta anche i tre bimbi, o nella nuova casa che dovrebbe sorgere accanto a quella in cui vivevano nei boschi abruzzesi.

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