Ferie prematrimoniali: sono un diritto?
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Ferie prematrimoniali: sono un diritto?

Ferie prematrimoniali
Ferie prematrimoniali

State per sposarvi e volete sapere come funzionano le ferie prematrimoniali? Ecco tutto quello che c'è da sapere riguardo i congedi per matrimonio.

Quando una coppia fissa il giorno del proprio matrimonio, deve pianificare moltissime cose, tra le quali ovviamente, come e se assentarsi dal lavoro. Ciò che non tutti sanno però, è che le ferie prematrimoniali sono un diritto, infatti chiunque sta per sposarsi può usufruirne. Questi periodi sono garantiti dall’Inps per quanto riguarda la remunerazione, tranne ovviamente in casi particolari da concordare col datore di lavoro.

Le ferie prematrimoniali

Come già detto, le ferie prematrimoniali sono un diritto dei lavoratori prossimi al matrimonio. Questo congedo è dunque legale a tutti gli effetti, e rimanendo nei tempi previsti dalla normativa, il datore di lavoro è tenuto a concederle. E’ comunque e ovviamente necessario farne richiesta, il capo poi potrebbe anche lasciare dei periodi supplementari a sua discrezione. Volendo inoltre, l’azienda può stabilire diverse forme di ferie prematrimoniali, in base al contratto dei propri dipendenti.

Va però detto, che queste ferie sono valide fin tanto che vengono regolate in base ai giorni totali del conteggio: sforare oltre i giorni di congedo totale non è possibile.

Occorre rimanere nei tempi normali, per quanto esistano alcune alternative per allungare il tutto in maneria lecita.

Il periodo di congedo matrimoniale, e l’eventuale congedo prematrimoniale, sono ambedue retribuiti e dunque garantiti: vengono pagati solitamente dall’Inps durante tutto il periodo di astensione dal lavoro. Dunque non occorre solo che le date siano adeguatamente sistemate, ma bisogna tener conto della possibilità di essere coperti da remunerazione pecuniaria, così da non avere eventuali mancanze economiche. L’Inps ha inoltre dei tempi prestabiliti per erogare il pagamento, deve infatti eseguirlo in un lasso di tempo pari a trenta giorni a partire dalla data del matrimonio. Ci sono difatti casi in cui si deve posticipare il congedo, lasciando però invariata la data delle nozze: si hanno dunque trenta giorni per recuperare i quindici dovuti, altrimenti si potrebbe finire per non percepire nessun tipo di remunerazione.

Quante sono le ferie prematrimoniali?

Queste ferie hanno una durata variabile, a seconda del bisogno del lavoratore regolarmente assunto e registrato (sia con contratti a tempo determinato sia con contratti a tempo indeterminato). Se chi lavora invece non si vuole assentare eccessivamente dal lavoro per un qualsiasi motivo, è possibile richiedere anche solo due giorni di congedo prematrimoniale.

Per il matrimonio è possibile richiedere un congedo per 15 giorni totali che possono essere ripartiti tra prematrimoniali e vere e proprie ferie matrimoniali. Se per esempio si prendono due giorni di ferie prematrimoniali, questi vanno tolti dai quindici totali di ferie matrimoniali. Talvolta però possono subentrare anche le esigenze del datore di lavoro, il quale potrebbe limitare il periodo prematrimoniale in maniera lecita (pur ovviamente non sottraendo giorni a quelli regolati dalla normativa di legge).

Richiedere le ferie

Per evitare di entrare in contrasto con queste possibili esigenze, è consigliabile richiedere le ferie prematrimoniali almeno un mese prima, così da potersi anche accordare in caso di eventuali problemi lavorativi o personali. C’è anche la possibilità di sfruttare ferie regolari non prese (indipendentemente dal motivo) per allungare questo periodo, o ancora, di provare a concordare una diminuzione delle ferie future per allungare quelle matrimoniali e prematrimoniali. Quindi sostanzialmente, è molto importante, anzi fondamentale, accordarsi molto prima col proprio capo, in modo da ottenere la condizione migliore possibile per ambedue le parti.

Esiste però l’eventualità che sia l’azienda a ricoprire i versamenti di denaro ai propri lavoratori al posto dell’Inps, dunque, in questo caso le ferie prematrimoniali e matrimoniali sono totalmente a carico del datore dell’azienda, la quale deve assicurarsi che i dipendenti ricevano la propria remunerazione come previsto dalla leggere.

Questa eventualità permette poi di avere un notevole vantaggio, ovvero la gestione più comoda dei propri giorni di congedo, che può essere organizzata in modo tale da essere anche molto posticipata, magari in modo che combaci con le ferie regolari, così da allungare il periodo di pausa senza incidere sul lavoro.

Come funzionano

Nonostante le ferie matrimoniali e quelle prematrimoniali possano essere intese come due periodi diversi, sono in realtà la stessa cosa: un periodo di tempo di quindici giorni che un lavoratore prende per sposarsi e per la luna di miele. Come descritto sopra, i due periodi sono vincolati l’uno all’altro; questo perché accorciando le proprie ferie matrimoniali è possibile prendere il periodo antecedente al matrimonio, ovvero quelle che vengono definite “ferie prematrimoniali”. La richiesta va consegnata necessariamente entro sei giorni prima del matrimonio.

Per riuscire a conteggiare adeguatamente questo periodo, va tenuto conto anche della data del matrimonio, la quale è ovviamente compresa e non va dunque esclusa.

Anche il fine settimana deve essere contato, dato che sabato e domenica cadenti nel periodo di ferie sono inclusi nel conteggio.

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