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Maturazione ferie: come funziona
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Maturazione ferie: come funziona

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Le ferie rappresentano dei giorni non lavorativi, pagati, spettanti al lavoratore. Maturano durante l’anno e hanno diverse possibilità di fruizione

Come si maturano le ferie

Le ferie rappresentano dei giorni che vengono retribuiti al lavoratore in cui lo stesso non è tenuto a recarsi al lavoro. Possono essere considerate un vero e proprio diritto irrinunciabile del lavoratore indirizzato al recupero psico fisico dello stesso. Ma come si maturano i giorni di ferie?

Le ferie sono proporzionali ai giorni di lavoro effettivi e sono calcolati su base mensile. Se il lavoro è stato continuativo, ossia per una anno, la legge sostiene che al lavoratore spettano 4 settimane di ferie (per la legge tutti i mesi sono costituiti da 4 settimane con 6 giorni lavorativi, quindi 26 giorni al mese). Esistono ulteriori casistiche in cui le ferie diventano un diritto a prescindere dalla maturazione:

  • le ferie matrimoniali o congedo matrimoniale nella misura di 15 giorni;
  • il congedo dal lavoro obbligatoria per paternità o maternità;
  • l’astensione dal lavoro per malattia;
  • l’astensione dal lavoro per infortunio.

In tutti questi casi, ognuno dei quali ha una normativa specifica che ne disciplina l’applicazione, il lavoratore è autorizzato ad astenersi dal lavoro senza che tale assenza vada a minare l’integrità della maturazione dello stipendio e la maturazione delle ferie.

Esistono ulteriormente casistiche in cui assenze specifiche non concorrono alla maturazione delle ferie e nello stesso tempo non sono utili alla formazione dello stipendio, per esempio:

  • in caso di partecipazione a scioperi;
  • in caso di assenza volontaria dal lavoro per maternità;
  • in caso di cariche pubbliche;
  • in caso di servizio militare;
  • in caso di periodo di preavviso di dimissioni non lavorato.

Nel caso in cui si svolga un lavoro part-time le ferie possono maturare o no a seconda della tipologia di contratto.

Nel caso del part-time verticale (in cui si svolge un’attività non definita in termini di ore giornaliere o giorni settimanali) non è prevista maturazione delle ferie. Nel caso del part-time orizzontale (in cui sono stabilite le ore che vengono svolte ogni giorno per tutta la settimana, quindi un orario ridotto in senso stretto) le ferie maturano in proporzione alle ore lavorative.

La differenza sta anche nella tipologia di contratto sottoscritto, per determinate macro categorie di contratti nazionali, la maturazione delle ferie avviene con specificità differenti, ma che non si attestano quasi mai sotto le 3 settimane annuali di ferie pagate. Il godimento delle stesse avviene attraverso diverse modalità, molte aziende, specie se di medie e grandi dimensioni, di solito non hanno periodi di chiusura (e di conseguenza per i lavoratori di ferie) quindi permettono una organizzazione delle ferie a scaglioni, con la possibilità per i dipendenti di poterne godere in diverse soluzioni durante l’anno.

Le aziende di piccole dimensioni, o di particolari settori, generalmente tendono a chiudere per un determinato periodo dell’anno (quasi sempre in agosto) e quindi di conseguenza i dipendenti godranno delle ferie necessariamente in quel periodo.

Quanti giorni al mese

La maturazione delle ferie, come detto sopra, dipende dal periodo lavorativo. Se a livello annuale corrispondono in generale a 4 settimane, il calcolo in realtà viene effettuato su base mensile. Questa operazione viene definita rateo, cioè viene divisa la quota di giorni annuali di ferie, pari a 26, in 12, appunto, ratei mensili da 2,16666 giorni di ferie spettanti per ogni mese di lavoro continuativo. Cosa succede se il lavoro non è stato continuativo per tutto il mese? Se il lavoro effettuato nel mese di riferimento supera i 15 giorni effettivi la maturazione del rateo delle ferie è valida, in caso contrario il rateo non risulta spettante al lavoratore.

Ovviamente esistono delle eccezioni riguardo ai giorni di assenza del lavoratore, come vedremo più avanti esistono situazioni in cui anche l’assenza dal lavoro non comporta la perdita di validità dei giorni atti alla formazione del rateo ferie e situazioni in cui determinati giorni son considerati assenze e non concorrono alla formazione del rateo.

Differenza tra ferie e permessi

Grande confusione ruota attorno alla differenza tra ferie e permessi, talvolta confusi in maniera evidente, rappresentano in realtà due facce assolutamente differenti di diritti spettanti al lavoratore.

Mettendo da parte un attimo le ferie, il cui meccanismo generale è stato esposto sopra, andiamo a capire cosa sono i permessi.

I permessi rappresentano delle situazioni in cui il lavoratore ha diritto di assentarsi dal lavoro, si tratta di situazioni ben definite dalla legge e nello specifico inserite all’interno delle contrattazioni nazionali di categoria. Queste assenze non prevedono un decurtamento dello stipendio. Al di là dei casi stabiliti dalla legge, le parti possono prevedere ulteriori permessi e menzionarli all’interno del contratto di lavoro.

Le casistiche sono ben definite ed in generale i permessi spettanti al lavoratore sono in generale:

  • in caso di lutto familiare o grave infermità del coniuge;
  • in caso di particolari e documentate esigenze mediche;
  • in caso di donazione di midollo osseo (per i tempi necessari alla degenza);
  • in caso di donazione di sangue;
  • in caso di copertura di incarichi pubblici (24 ore mensili per cariche minori per esempio un assessorato, 48 ore mensili per cariche superiori, ad esempio se si viene eletto sindaco);
  • in caso di partecipazione a concorsi pubblici (nella misura di 8 giorni annuali);
  • esistono poi 3 giorni di permesso per motivi personali in cui la legge non entra in merito e resta a discrezione del lavoratore usufruirne senza fornirne giustificazioni.

Tutte le altre casistiche dove il lavoratore non sia presente al lavoro sono considerate assenze vere e proprie e non solo non contribuiscono alla maturazione del rateo ferie mensile, ma prevedono la decurtazione dello stipendio in misura pari alle ore/giorni di assenza.

Com’è chiaro la differenza tra le ferie ed i permessi è evidente e sostanziale.

Entrambi i diritti permettono al lavoratore di assentarsi dal lavoro senza che l’assenza stessa intacchi la maturazione dello stipendio, ma le modalità di fruizione ed i principi base di attribuzione e godimento sono profondamente differenti. Resta a discrezione del lavoratore la fruizione degli stessi, in base alle proprie necessità, fatta salva la già menzionata casistica delle aziende che prevedono stabiliti periodi di chiusura annuali e, di conseguenza, ferie collettive. Ma cosa succede se un’azienda chiude ad esempio per 3 settimane di ferie collettive alla 4° settimana spettante di diritto al lavoratore?

Nel caso in cui appunto l’azienda chiuda per ferie 3 settimane consecutive, la settimana di ferie restante, di diritto del dipendente, può essere goduta dallo stesso, a propria discrezione, durante i 18 mesi successivi all’anno in cui sono maturate le ferie.

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