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Festival Insostenibile 2026: comunità, ambiente e cultura a Parma

Festival Insostenibile 2026: comunità, ambiente e cultura a Parma

Un viaggio tra cinema, arte e attivismo per la sostenibilità ambientale. Scopri come Insostenibile 2026 unisce cultura e impegno per il futuro del nostro pianeta.

Dal 25 giugno al 16 luglio, Parma e la sua provincia diventano il palcoscenico di Insostenibile 2026 il festival che unisce cinemaarte e attivismo per esplorare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Organizzato dall’associazione 24FPS l’evento si articola in otto appuntamenti diffusi in luoghi simbolici, trasformando la crisi climatica e sociale in un’opportunità di riflessione e azione collettiva.

Il filo conduttore di questa edizione è la comunità intesa come alleanza concreta per la cura dei territori, degli ecosistemi e delle persone che li abitano. Attraverso un intreccio di cinema documentarioteatro civilemusicagiornalismo d’inchiesta e artivismo il festival dà voce a chi difende suoli, boschi, fiumi e montagne.

Il simbolo della resilienza: il cactus di Gaza

Il simbolo di questa edizione è un cactus in fiore un acquerello dell’artista palestinese Majed Shala arrivato da Gaza grazie al curatore Mohammad Shaqdish. Conosciuta come al-sabbar che significa pazienza in arabo, questa pianta rappresenta la resilienza ambientale e umana, capace di fiorire in condizioni estreme. Il cactus diventa così l’emblema di chi resiste alla desertificazione, alla guerra e alla devastazione del territorio.

Da questo disegno è Nato un erbario ideale dove ogni giornata del festival è associata a una pianta diversa, per mostrare come la biodiversità sia di specie che di comunità, sia l’antidoto alla crisi ecologica.

La Pianura Padana tra crisi e alternative

Tra i momenti clou del festival, sabato 27 giugno alla Biblioteca Civica di Parma arriva per la prima volta in città Penuria Padana un monologo in musica del giornalista e documentarista Stefano Liberti. Nella food valley italiana Liberti racconta la fragilità della Pianura Padana con raccolti malati, piogge sempre più rare o violente e prezzi al ribasso che spingono gli agricoltori alla chiusura.

Il racconto non si ferma al collasso, ma mette in luce esperienze di agricoltura alternativa dove chi difende il suolo, sperimenta nuove colture e prova a ridurre l’impronta ecologica del cibo. Sul palco, con Liberti, le musiche di Pasquale Filastò la voce di Noemi Smorra e le immagini del fotografo Michele Lapini. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Montagne e boschi: laboratori di convivenza con la natura

La sesta edizione di Insostenibile 2026 dedica molta attenzione ai paesaggi montani e forestali tra i più esposti alla crisi climatica ma anche laboratori di nuove forme di convivenza con la natura.

Domenica 28 giugno, il festival sale in Appennino a Corniglio per Le montagne invisibili un racconto di e con Marco Albino Ferrari. Dopo un’escursione al Rifugio Mariotti e un pranzo, lo spettacolo va in scena alle 15 nell’anfiteatro naturale del Lago Padre un dialogo tra parola e paesaggio su cosa significhi abitare la montagna senza consumarla, difendendo boschi, biodiversità e comunità locali.

Giovedì 2 luglio al Cinema Astra i protagonisti sono gli alberi. Il codice del bosco di Alessandra Bernard e Paolo Ceretto con la presenza del regista e dello scienziato Alessandro Chiolerio racconta la Val di Fiemme dopo la tempesta Vaia seguendo il tentativo di registrare i segnali elettrici delle piante. Un esperimento che interroga la nostra capacità di ascoltare il bosco e ripensare la gestione forestale in chiave ecologica.

Artivismo, semi e turismo sostenibile

Sabato 4 luglio, l’Officina Arti Audiovisive – Biblioteca Malerba diventa laboratorio a cielo aperto di pratiche ambientali. Con Trash-endence and B(l)oomMonnezzari Parma guida una mattinata di raccolta rifiuti e bombardamento di semi nelle aree periurbane degradate, trasformando spazi abbandonati in potenziali corridoi verdi.

Nel pomeriggio, il workshop con il giornalista Alex Giuzio autore di Turismo insostenibile mostra l’impatto ambientale del turismo globale e le alternative possibili come modelli di viaggio più lenti, rispettosi dei territori e delle comunità che li abitano. La giornata si chiude con il concerto di Rossana De Pace che usa la tecnologia Plants Play per trasformare le vibrazioni delle piante in architetture sonore, dando voce al mondo vegetale.

Città sommerse e la vendetta della natura

Giovedì 9 luglio al Cinema D’AzeglioThe Town That Drove Away di Natalia Pietsch e Grzegorz Piekarski racconta Hasankeyf città curda millenaria destinata a sparire sotto l’acqua di una diga voluta dal governo turco. È la storia di un ecosistema culturale e naturale cancellato in nome dello sviluppo, commentata in sala da Ciac Onlus e Rete Kurdistan.

Sabato 11 luglio in Piazza Mazzini a San Secondo Parmense l’attenzione si sposta sulle responsabilità del mondo culturale. Cristiano Godano frontman dei Marlene Kuntz dialoga con Guido Maria Grillo su come la musica possa interrogare e raccontare crisi climatica e inquinamento, a partire dall’album Karma clima dove l’ambiente diventa protagonista di testi e suoni.

Il festival si chiude giovedì 16 luglio al Labirinto della Masone di Fontanellato con Nature Revenge. Dopo la visita al labirinto e la cena nel bistrò, alle 21.30 è in programma Long Weekend di Colin Eggleston (1978), un cult eco-horror amato da Quentin Tarantino. Una coppia in vacanza scopre che la natura può avere la sua vendetta.

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