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Fase due, l’allarme del mondo del vino: vendite giù del 50%

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Il grido di dolore parte da Coldiretti: con le vendite dimezzate l'intero sistema è a rischio. L'appello alle istituzioni per evitare il disastro

La chiusura di caffè, hotel e ristoranti disposto a metà marzo per arginare la pandemia di Covid-19 potrebbe portare a un taglio del 50% del valore delle vendite di vino in Europa. È l’allarme lanciato da Coldiretti sulla base delle previsioni dell’OIV (Organizzazione mondiale della vite e del vino) che prevede una frenata per il settore in tutto il mondo.

A pesare è il lockdown della ristorazione ma anche l’azzeramento del flusso turistico che non sono compensati dall’aumento delle vendite nei supermercati dove l’offerta è più orientata a prezzi bassi e un’offerta su prodotti di più largo consumo. Un trend che potrebbe invertirsi non prima del 1° giugno quando, secondo le indicazioni di Conte, potranno tornare a operare anche ristoranti e bar.

Un andamento che penalizza anche l’Italia che si classifica come il principale produttore mondiale di vino seguita da Francia e Spagna, che insieme rappresentano il 25% del consumo mondiale di vino.

In itali quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrano un deciso calo del fatturato con l’allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone per un giro d’affari di 11 miliardi. A pesare sulla mancata vendita dei vini di qualità secondo l’indagine Coldiretti/Ixè è stata la chiusura forzata di alberghi, agriturismi, bar, e ristoranti avvenuto in Italia e all’estero con un forte calo delle esportazioni, aggravato anche dalle difficoltà logistiche e della disinformazione in un settore in cui le spedizioni fuori dal confine nazionale hanno raggiunto nel 2019 i 6,4 miliardi di euro, il massimo di sempre, pari al 58% del fatturato totale.

A livello nazionale Coldiretti è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni italiano finanziando un piano straordinario di comunicazione sul vino che rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non. La Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con il quale, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari.

La misura avrebbe inoltre l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite secondo Iri, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive. Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde su almeno 30.000 ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta, considerate le conseguenze della pandemia sui consumi internazionali.

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