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Conte: il governo va avanti solo se c’è la fiducia

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Intanto arriva l'avvertimento dell'ex ministro Tria: "Se vanno in crisi le banche tedesche poi saltano pure le nostre"

GIUSEPPE CONTE PREMIER

“Ovviamente un governo può proseguire nella sua azione solo sulla base della fiducia di ciascuna forza di maggioranza. Se non c’è questa non si può andare avanti, è una banalità. Siamo una Repubblica parlamentare. Certo io non mi sottraggo al confronto e al dialogo.

Ne avremo quanti ne vorranno i partiti della coalizione. Non mi hanno mai spaventato”. Lo ha affermato il presidente Giuseppe Conte in un’intervista a ‘La Stampa’, il ‘Corriere della Sera’ e ‘La Repubblica’ al termine della lunga giornata parlamentare di ieri. Conte parla di “fraintendimenti colossali” riferendosi alla gestione delle risorse del Next Generation Ue che dovrebbe essere affidata alla cabina di regia, che non piace a Matteo Renzi ma non convince nemmeno il Pd.

Ma, precisa Conte, non ci sarà “nessuna marcia indietro su questo”. “Nel testo della norma non c’è scritto da nessuna parte che ci saranno 300 consulenti. Non mi spaventa il confronto tra alleati, l’importante è che la dialettica si traduca in ricchezza di idee, non in sterili polemiche” ha aggiunto il presidente del Consiglio. La distribuzione dei fondi del Recovery sono un altro nodo da sciogliere ma Conte fa notare che nel governo “abbiamo appena iniziato a discutere, avendo bene in mente gli obiettivi di funzionalità e semplificazione”.

In ogni caso “serve una struttura che assicuri il monitoraggio dei cantieri e il rispetto dei tempi. Tutto ciò non andrà in manovra, ma in un apposito decreto legge proprio come chiede Renzi. Troveremo la formula giusta nella sede propria, governo e Cdm, e il confronto sarà costante” ha concluso Conte.

Tria: se vanno in crisi le banche tedesche poi saltano pure le nostre

“Se vanno in crisi le banche tedesche poi saltano pure le nostre.

Noi dobbiamo opporci a ciò che ci danneggia, non a ciò che avvantaggia gli altri. Altrimenti poi ci sarà chi si oppone al Recovery in base alla stessa logica: perché avvantaggia noi. Purtroppo per fare lotta politica interna si fa polemica su alcuni pezzi senza guardare il mosaico”. Lo ha affermato, in un’intervista a ‘Il Foglio’, Giovanni Tria, ex ministro dell’economia a proposito del Mes, a proposito della tesi secondo la quale si introduce il backstop che serve alle banche tedesche.

“A parte la Grecia, la cui vicenda in parte è prima del Mes, paesi come Spagna e Portogallo hanno usufruito del Mes e ne sono usciti con un tasso di crescita accelerato e uno spread più basso dell’Italia. E poi nessuno di questi paesi, Grecia inclusa, è contro la riforma” ha affermato Tria. E sul fatto che il Mes sia ritenuto da alcuni il “cavallo di Troia” della Troika spiega: “Ma dov’è la Troika? Il Fmi dice che bisogna fare debito e politiche fiscali espansive, la Bce ci sta salvando con i suoi programmi di acquisti, la Commissione europea ha messo in campo il Next Generation Eu e sospeso il Patto di stabilità. Di cosa stiamo parlando? È un altro mondo”. ”Forse – precisa – è uno strumento che fa parte di un’epoca passata, ma se vogliamo rivedere i trattati bisogna farlo insieme agli altri paesi. E il presupposto per decidere il futuro insieme agli altri è stare ai patti ed essere un paese credibile”.

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