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Assaeroporti: si devono inserire gli aeroporti nel Recovery Plan

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Il trasporto aereo si conferma da anni moltiplicatore di PIL (in Italia incide per il 3,6%) e di forza lavoro con circa 150 mila addetti

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Gli aeroporti italiani vanno inseriti nel Recovery Plan. I fondi consentirebbero di dare un forte impulso allo sviluppo del sistema aeroportuale, contribuendo a renderlo più competitivo. A chiederlo Assaeroporti, l’Associazione degli aeroporti italiani, audita dalla IX Commissione Trasporti della Camera in relazione all’esame della proposta del Recovery Plan (Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Sono intervenuti il Vice Presidente Vicario Fulvio Cavalleri e i Vice Presidenti Emilio Bellingardi (Direttore Generale Sacbo Aeroporto di Milano Bergamo), Monica Scarpa (Amministratore Delegato Gruppo Save, Polo Aeroportuale del Nord Est), Marco Troncone (Amministratore Delegato Adr – Aeroporti di Roma).

”Desta forte preoccupazione il mancato inserimento da parte del Governo degli investimenti aeroportuali nell’ambito del Programma Next Generation UE. La proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 gennaio non contempla infatti alcun progetto relativo agli aeroporti”, spiega Cavalleri.

”Si tratta di una carenza gravissima, tenuto conto che il sistema aeroportuale, oltre ad essere strategico per la ripresa dell’economia, del turismo e per la connettività di interi territori del nostro Paese, sta registrando una crisi senza precedenti a causa dell’emergenza Covid-19. Ricordo che nel 2020, sono stati persi in Italia 140 milioni di passeggeri rispetto al 2019, con una diminuzione del 72,6% del traffico. Una crisi che mette a repentaglio migliaia di posti di lavoro e rischia di compromettere la realizzazione di investimenti e progetti di modernizzazione e sviluppo sostenibile, che si inseriscono perfettamente nelle Mission individuate nelle Linee Guida del PNRR”.

”Le società di gestione aeroportuale operano come concessionarie dello Stato per la gestione e lo sviluppo di infrastrutture e beni demaniali, assicurando un servizio pubblico essenziale” aggiunge il Vice Presidente Vicario di Assaeroporti. ”Ogni investimento finalizzato allo sviluppo degli aeroporti, pertanto, è un intervento che contribuisce a migliorare e ad accrescere il sistema infrastrutturale del Paese. Da evidenziare, in particolare, che le opere e gli interventi finanziati con fondi pubblici non vanno a gravare sulle tariffe aeroportuali, a beneficio dell’utenza (vettori aerei e passeggeri).

Tali finanziamenti, quindi, consentirebbero di dare un forte impulso allo sviluppo del sistema aeroportuale nazionale, contribuendo a renderlo più competitivo in un mercato altamente concorrenziale a livello europeo ed internazionale”.

Fulvio Cavalleri ha poi sottolineato che lo sviluppo di importanti e nuove progettualità in ambito aeroportuale potrebbe ulteriormente incrementare la capacità del settore di generare nuovi posti di lavoro e di sostenere l’occupazione. Il trasporto aereo si conferma da anni moltiplicatore di PIL (in Italia incide per il 3,6%) e di forza lavoro.

La comunità aeroportuale comprende circa 150 mila addetti e il settore sostiene 880 mila lavoratori. È dunque necessario destinare risorse al comparto, tenuto conto del forte impatto economico e sociale che lo sviluppo dello stesso è in grado di determinare. Il Vice Presidente Vicario ha inoltre evidenziato che gli aeroporti rivestono un ruolo chiave anche rispetto al turismo e rappresentano la porta di ingresso dell’Italia: prima della pandemia, oltre il 40% dei turisti stranieri arrivava nel nostro Paese con l’aereo.

”Oggi il trasporto aereo è tra i settori più colpiti – sottolinea Cavalleri – e si prevedono tempi lunghi di recupero. Ma si richiede anche una giusta e rapida transizione green. Proprio per questo motivo, il comparto dovrebbe essere tra i beneficiari prioritari dei fondi del Recovery. Siamo chiamati ad implementare un programma strutturato di investimenti aeroportuali che si collocano a pieno titolo all’interno del più ampio disegno di rilancio e di transizione del nostro Paese verso un’economia più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale”.

“Ecco perché – conclude il Vice Presidente Vicario di Assaeroporti – riteniamo fondamentale che i progetti sviluppati in ambito aeroportuale rientrino nel Recovery. In primis quelli che tendono alla tutela dell’ambiente, all’efficientamento energetico, alla digitalizzazione, oltre che al miglioramento dell’accessibilità e allo sviluppo dell’intermodalità”.

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