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Fabbrocini (Federico II): "Psoriasi si controlla sempre meglio con nuove terapie"

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Roma, 29 ott. (Adnkronos Salute) – "La psoriasi si controlla sempre meglio. Adesso abbiamo a disposizione nuove terapie, tra cui il Risankizumab un anti-psoriasi che si sta dimostrando efficace e sicuro rispetto ad altri trattamenti comunque innovativi, come dimostrano alcuni studi”.

Gabriella Fabbrocini, professore di Malattie cutanee e veneree all’Università degli Studi di Napoli Federico II, in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi e del 29° Congresso Europeo di Dermatologia, inizialmente previsto a Vienna e poi, a causa delle norme anti-Covid, trasformato in un appuntamento online, fa il punto sulla nuova molecola per la cura dei pazienti afflitti dalla patologia cronica autoimmunitaria che colpisce circa 125 milioni di persone in tutto il mondo, di cui 2,5 milioni in Italia.

"Nella Regione Campania ci sono 180 mila pazienti affetti da psoriasi, ma solo il 59% si sottopone a cure – ricorda Fabbrocini -. Anche per i numeri della malattia in questo territorio, l'Università Federico II è stato il primo centro in Italia ad utilizzare il Risankizumab. Attualmente abbiamo in trattamento con questo farmaco circa 35 pazienti, alcuni già da 14 mesi e i riscontri sono superiori ai dati dei trial clinici. Questa opzione terapeutica – un biotecnologico così selettivo (solo su un’interleuchina, appunto la 23) che oltretutto interagisce a monte della cascata citochimica e la sua alta affinità nei trial clinici – ha dimostrato una efficacia superiore ad alcuni farmaci competitor.

Può infatti aiutare a raggiungere e mantenere una remissione delle placche psoriasiche in un’elevata percentuale di pazienti".

"Inoltre, il farmaco – prosegue – ha dimostrato di essere in grado di mantenere i benefici clinici mediante una somministrazione ogni tre mesi. Per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave nei pazienti adulti candidati alla terapia sistemica, può essere somministrato mediante due iniezioni sottocutanee ogni 12 settimane. Inoltre, l’assenza o la trascurabilità degli effetti collaterali consentono al paziente di guarire e restare senza malattia per molti anni.

Un valido aiuto, visto che molti pazienti non raggiungono tuttora gli obiettivi terapeutici, oppure osservano una perdita della risposta al trattamento nel corso del tempo"

Ma se dalla psoriasi non si guarisce, la battaglia per una pelle sana inizia a tavola. "Il paziente psoriasico è generalmente un adulto (over 35), in sovrappeso, con un'anomala quantità di lipidi nel sangue ( in particolare colesterolo plasmatico e trigliceridi) , fumatore e sedentario. Una dieta proinfiammatoria, ricca di carni lavorate e alimenti a elevata percentuale di grassi saturi, certamente non aiuta ed è assolutamente sconsigliata.

Diversamente, la dieta mediterranea – raccomanda Fabbrocini -, a base di frutta, verdura, cereali integrali e ad elevato contenuto di fibre, racchiude preziosi nutrienti per mantenere in salute la pelle".

"Inoltre è bene bandire alcol e fumo – conclude – perché fattori trigger, possono cioè provocare in persone predisposte, anche a distanza di una o due settimane, la comparsa di chiazze psoriasiche. Infine, occorre tenere sempre sotto controllo il proprio peso corporeo. L’obesità infatti è un grande acceleratore della malattia. Quindi lo stile di vita è fondamentale".


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