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Fondazione Gimbe: “Numeri dei contagi ancora gestibili, ma relativi a tre settimane fa”

Nino Cartabellotta (Fondazione Gimbe) si esprime sui numeri dei contagi manifestando l'esigenza di accelerare sulle vaccinazioni.

Fondazione Gimbe contagi

Il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha fornito una panoramica della situazione contagi in Italia, manifestato l’esigenza di acelerare sui vaccini e commentato lo stop alle consegne dei sieri sviluppati da AstraZeneca.

Fondazione Gimbe sui contagi

Intervenuto durante la trasmissione L’Italia s’è desta in onda su Radio Cusano Campus, l’esperto ha parlato di “numeri che sicuramente non piacciono rispetto all’idea che avevamo di assoluta tranquillità nel periodo estivo“.

I casi positivi giornalieri stanno infatti mostrando segni di risalita pur restando comunque gestibili e senza determinare un impatto a livello ospedaliero.

Ciò che ha ribadito è la necessità di aumentare il numero di tamponi e di sequenziamento e di accelerare la vaccinazione degli anziani. A tal proposito il Ministero sta valutando l’ipotesi si stabilire un numero minimo di test per le regioni da effettuare per poter rimanere in zona bianca.

Sentire che solo ci sarà una cabina di regia per discutere di questo però dispiace. Dobbiamo ricordarci che noi oggi stiamo vedendo numeri che riflettono la situazione di 3 settimane fa“, ha aggiunto.

Fondazione Gimbe sui contagi: “Rischio zona gialla”

Per quanto riguarda i parametri in base a cui si catalogano i territori nelle fasce di rischio, secondo lui è evidente che, avvicinandosi ad un periodo di maggiore circolazione del virus con un minore impatto sugli ospedali, alcune regioni potranno tornare gialle.

Lo stesso timore è stato manifestato dal sottosegretario Sileri.

Fondazione Gimbe sui contagi: scuole e vaccini

Per quanto riguarda invece la scuola, Cartabellotta ha denunciato come non ci sia stato alcun potenziamento strutturale in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico. “Si puntava sui vaccini nella fascia 12-19 ma ad oggi 3 su 4 non hanno ricevuto una dose di vaccino. Sembra un dejavu arrivare a settembre con l’ipotesi di utilizzare la didattica a distanza quando abbiamo avuto tutto il tempo di prepararci“, ha affermato definendo la scuola l’ultima ruota del carro nei pensieri di chi ragiona sulle riaperture.

Quanto infine allo stop alle consegne di Astrazeneca e Johnson & Johnson, secondo lui il problema fondamentale è che siano legate al fatto che non stiamo utilizzando le dosi di questi due vaccini. In un’ottica di redistribuzione globale di sieri, se un Paese non utilizza certi vaccini è evidente che vengano inviati in altri Paesi: “Di fatto adesso la campagna vaccinale è diventata mrna dipendente, direi Pfizer dipendente“.

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