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Funerali di Adamo Massa, il ladro ucciso a Lonate Pozzolo: rabbia e polemiche tra i familiari

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Funerali di Adamo Massa, il 37enne sinti ucciso a Lonate Pozzolo: presenti migliaia di persone tra dolore e polemiche.

Questa mattina a Nichelino, nel Torinese, si sono svolti i funerali di Adamo Massa, il 37enne di origine sinti ucciso l’11 gennaio durante una rapina a Lonate Pozzolo. La cerimonia, ridotta ai soli familiari per decisione delle autorità, ha comunque visto la partecipazione di oltre mille persone, tra dolore, solidarietà e polemiche della comunità sinti sul divieto di funerale pubblico.

Funerali di Adamo Massa: una cerimonia privata sotto il controllo delle forze dell’ordine

Si sono svolti questa mattina, sabato 24 gennaio, i funerali di Adamo Massa, il 37enne di origine sinti ucciso l’11 gennaio durante una rapina in una villetta a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. La cerimonia si è tenuta in forma privata nella cappella del cimitero comunale, su disposizione del questore di Torino, Massimo Gambino, per motivi di ordine e sicurezza.

Nonostante il divieto di accesso al pubblico, più di mille persone si sono radunate per rendere omaggio a Massa, residente nel campo nomadi di corso Unione Sovietica a Torino, lasciando trasparire un sentimento di dolore condiviso e di solidarietà comunitaria. Tra applausi e cori, la funzione si è svolta senza incidenti, sotto la vigilanza delle forze dell’ordine.

Funerali di Adamo Massa, il ladro ucciso a Lonate Pozzolo: tensione e rabbia tra i sinti

La decisione di vietare i funerali pubblici ha suscitato critiche e proteste nella comunità sinti e da parte dell’associazione Aizo, che tutela i diritti di rom e sinti. In una nota, l’associazione ha sottolineato: “La comunità non è solo addolorata ma si sta chiedendo il perché di questa comunicazione. Per tradizione la comunità si riunisce in occasione della perdita di uno o una di loro e la vicinanza è sacra in queste occasioni. La numerosità non determina pericolosità, ma segno di rispetto”.

I familiari hanno espresso amarezza e senso di ingiustizia. Il fratello maggiore Samuel Massa ha dichiarato: “Era un cittadino italiano, come tutti noi. Chiediamo solo umanità nei suoi confronti, un funerale degno per lui che era credente. Non permetterci di farlo è razzismo: siamo sinti, non bestie”. Anche un cugino di Massa ha commentato: “Ha sbagliato perché è andato a rubare, ma non si può pagare con la vita. Secondo noi è stato un eccesso di legittima difesa”.

La vedova, pur in silenzio, si è stretta al dolore della famiglia, mentre amici e parenti ribadiscono fiducia nella magistratura: “La giustizia farà il suo corso… Noi crediamo nel lavoro della magistratura, che chiarirà cos’è successo”.

La cerimonia avrebbe dovuto seguire le tradizioni della comunità sinti, con un corteo da Collegno a Nichelino e una messa nella parrocchia di San Vincenzo dè Paoli, ma per motivi di sicurezza il piano è stato modificato. Nonostante questo, la partecipazione massiccia ha reso evidente la volontà di rendere omaggio a Massa, tra applausi, cori e momenti di commozione.