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Galli: “La guerra ha influito su percezione pandemia, ma l’attenzione al virus deve essere mantenuta”

Il primario di Malattie Infettive del Sacco di Milano ha analizzato in che modo la guerra può influire sull'evoluzione della pandemia.

Galli guerra pandemia

In che modo la guerra in Ucraina influirà sull’emergenza sanitaria ancora in corso? A rispondere a questa domanda è il virologo Massimo Galli. In un’esclusiva rilasciata alla testata Fanpage.it, l’esperto ha sottolineato come lo scoppio del conflitto abbia cambiato la percezione sulla pandemia.

Ha tuttavia ricordato come non si debba abbassare ancora la guardia: “Abbiamo ancora un numero di morti importante”, ha ricordato Galli. 

Galli fa il punto della situazione sulla guerra e la pandemia 

Uno dei primi punti “caldi” toccati da Galli è stata la preoccupazione espressa per ciò che potrebbe accadere in Ucraina. Se da un lato ha fatto presente che l’Italia è un Paese molto vaccinato, dall’altro lato la guerra in Ucraina potrebbe portare alla diffusione anche di altre malattie: “La guerra porta sempre dietro malattie trasmissibili“, ha sottolineato.

Ha quindi aggiunto: “È preoccupante quello che potrebbe accadere in Ucraina in aggiunta a tutto quello che sta già avvenendo. Teniamo poi conto che non esiste solo il Covid ma tutte quelle malattie che possono essere trasmesse in caso di interruzione dell’approvvigionamento idrico o scarsa qualità dello stesso, soprattutto tra i bambini”.

“Sì a massime aperture, ma penso che il Green Pass vada mantenuto”

Parlando invece dell’attuale andamento della pandemia, Galli ha affermato che in questa fase si potrebbe pensare di procedere con la riapertura completa delle attività.

Ciononostante il Green Pass dovrebbe essere mantenuto: “Il trend dovrebbe comunque mantenersi positivo in assenza di nuove varianti che all’orizzonte non si sono delineate. Possiamo pensare a massime riaperture ma credo che il Green pass vada mantenuto come maggiore garanzia. Non vorremmo tornare a vedere ulteriore intasamento degli ospedali con casi Covid che possono compromettere il resto”.

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