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Garante della Privacy, Guido Scorza si dimette: "Un passo indietro necessario"

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Terremoto giudiziario all'Authority: travolta l'integrità del Collegio e Guido Scorza si dimette dopo le accuse di corruzione e peculato.

Il Garante per la Privacy affronta una crisi istituzionale senza precedenti, innescata da un’indagine della Procura di Roma per corruzione e peculato che vede coinvolto l’intero Collegio. Questa sera, sabato 17 gennaio, l’annuncio inatteso: si dimette il componente Guido Scorza.

Garante della Privacy: l’indagine a Roma per peculato e corruzione

La decisione matura in un contesto giudiziario delicato che vede l’intero vertice dell’Autorità sotto la lente della Procura di Roma. Le ipotesi di reato, che spaziano dal peculato alla corruzione, sono scaturite dalle rivelazioni giornalistiche della trasmissione Report.

Prima del repentino cambio di rotta, Scorza aveva rivendicato con vigore la propria integrità in un’intervista a Repubblica, sottolineando il profondo legame familiare con il mondo della giustizia: Ho grande rispetto della magistratura, e non lo dico come fanno quelli che usano le frasi fatte. Io sono figlio e fratello di giudici, dunque so cosa significa.

Garante della Privacy, si dimette Guido Scorza: l’annuncio in un video social

Guido Scorza ha ufficializzato l’abbandono del proprio incarico all’interno del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. La notizia è stata diffusa tramite un videomessaggio pubblicato sui canali social dell’ormai ex componente dell’Authority, segnando una rottura netta rispetto alle posizioni di ferma resistenza espresse solo il giorno precedente.

Nonostante l’iniziale volontà di restare al proprio posto per chiarire la propria posizione, Scorza ha optato per un’uscita di scena definitiva, descrivendola come un atto dovuto verso lo Stato: Ho appena trasmesso al segretario generale del Garante le mie dimissioni irrevocabili da componente del collegio. Ho deciso di fare un passo indietro, credo si tratti di una decisione giusta e necessaria nell’interesse delle Istituzioni“.

Scorza ha ammesso la gravità emotiva del momento, dichiarando: “Non ho nessuna remora né imbarazzo nel confessare che è stata una delle decisioni più sofferte della mia vita“.

L’ex esponente del Garante ha respinto ogni accusa di conflitto di interessi relativa al suo studio legale o a presunte collaborazioni commerciali con colossi tecnologici, ribadendo la trasparenza del proprio operato: non ho commesso illeciti e approfittato del mio ruolo. Tuttavia, la pressione delle indagini e la necessità di tutelare l’immagine dell’organismo di controllo hanno prevalso, portando alle dimissioni a sole 24 ore dalle ultime dichiarazioni di difesa.

 

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