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Garlasco, chi è Luigi Riganti: il giudice chiamato a decidere sul futuro di Andrea Sempio

Garlasco, chi è Luigi Riganti: il giudice chiamato a decidere sul futuro di Andrea Sempio

Delitto di Garlasco, Luigi Riganti sarà il gup di Andrea Sempio: a Brescia si prepara la possibile revisione della condanna di Alberto Stasi. Ecco chi è e cosa sappiamo di lui.

La nuova fase giudiziaria del delitto di Garlasco si prepara a entrare nel vivo su due fronti distinti, ma strettamente collegati dagli elementi investigativi. Da una parte c’è la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, dall’altra la possibile revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima.

A valutare la posizione del nuovo indagato sarà il giudice Luigi Riganti: ecco chi è e cosa sappiamo di lui.

Alberto Stasi, possibile revisione del processo: la decisione attesa nel 2027

Parallelamente all’inchiesta pavese, si guarda a Brescia, dove potrebbe essere presentata un’istanza per chiedere la revisione della condanna di Alberto Stasi.

A occuparsi della vicenda potrebbe essere un nuovo procuratore generale. L’attuale titolare dell’incarico, Guido Rispoli, è stato infatti nominato dal Csm alla guida della Procura di Verona e dovrebbe lasciare Brescia all’inizio del 2027, probabilmente dopo l’inaugurazione dell’anno giudiziario prevista per fine gennaio. Arrivato nel 2020, Rispoli ha precedentemente diretto le Procure generali di Campobasso e Bolzano; nel 2024 il Csm aveva confermato il suo incarico bresciano.

L’eventuale richiesta di revisione potrebbe arrivare già a metà novembre. In questo caso, la Corte d’appello di Brescia potrebbe pronunciarsi sull’ammissibilità entro tre o quattro mesi, con un primo verdetto atteso nei primi mesi del 2027.

La procedura prevede inizialmente il deposito della domanda davanti alla Corte d’appello competente. Saranno tre, in questa fase, le possibili strade: il rigetto immediato sulla base degli atti, senza fissare un’udienza, come già accaduto per una precedente richiesta avanzata da Stasi; la convocazione di un’udienza pubblica oppure la discussione in camera di consiglio. In entrambi gli ultimi due casi, i giudici saranno chiamati a stabilire se esistano i presupposti per procedere.

Garlasco, c’è il giudice per Sempio: chi è Luigi Riganti e cosa succede ora

Come riportato dall’Ansa, sarà Luigi Riganti, 64 anni, il giudice dell’udienza preliminare chiamato a esaminare la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio. Il fascicolo, relativo all’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, gli è stato consegnato il 4 novembre. Il magistrato dovrà quindi valutare la documentazione raccolta dagli inquirenti e decidere se disporre il processo. Per la mole degli atti depositati, tuttavia, potrebbero essere necessarie diverse settimane prima di arrivare a una decisione.

Originario di Pavia, Riganti ha maturato esperienze professionali in diversi tribunali italiani, lavorando a Enna, Vercelli e San Benedetto del Tronto. Nel 2010 è approdato nella sua città, dove ha ricoperto il ruolo di coordinatore della sezione penale e giudice del dibattimento, prima di passare alla sezione Gip. Tra i procedimenti più rilevanti seguiti figura quello che, nel febbraio scorso, lo ha portato a condannare a 12 anni Massimo Adriatici, ex assessore leghista di Voghera, riconosciuto colpevole dell’omicidio volontario di Younes El Boussettaoui. Riganti è inoltre chiamato a valutare l’eventuale necessità di ulteriori accertamenti sull’uccisione di Andrea Rocchelli, il fotoreporter pavese morto in Ucraina.

Nel frattempo, la difesa di Sempio ha già anticipato le proprie mosse. I legali intendono chiedere la sospensione del procedimento e sollevare una questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta. Al centro della contestazione c’è la condanna definitiva già pronunciata nei confronti di Alberto Stasi. Secondo l’avvocato Liborio Cataliotti, procedere nei confronti di un secondo imputato senza prima affrontare la posizione del precedente condannato rischierebbe di creare un «mostro giuridico».

Per il momento, dunque, restano aperti due percorsi giudiziari: quello che dovrà stabilire se Sempio sarà processato per l’omicidio di Chiara Poggi e quello che potrebbe rimettere in discussione la responsabilità penale di Alberto Stasi. Le rispettive tempistiche e le decisioni dei magistrati saranno determinanti per gli sviluppi di una vicenda che, a distanza di quasi vent’anni, continua a interrogare la giustizia italiana.

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