Genova: arresti per sciacallaggio tra le case degli sfollati
Genova: arresti per sciacallaggio tra le case degli sfollati
Cronaca

Genova: arresti per sciacallaggio tra le case degli sfollati

Genova

Ponte Morandi a Genova. Donne di etnia sinti fermate vicino alle abitazioni degli sfollati, paura sciacallaggio. Due in carcere.

Mentre l’Italia si stringe attorno alla città di Genova, dopo la tragedia del ponte Morandi alcuni episodi di sciacallaggio sollevano biasimo e preoccupazione. Tra le case degli sfollati potrebbe essere in atto il viavai di persone estranee. Alcune donne di etnia sinti, non residenti a Genova, sarebbero infatti state fermate dalla polizia sui luoghi evacuati dopo il crollo del ponte.

Genova: centinaia di sfollati

Sono 600 gli sfollati di Genova, dopo il crollo del ponte Morandi. Senza preavviso, hanno dovuto lasciare le loro abitazioni per il pericolo di ulteriori cedimenti strutturali. La struttura imponente del ponte Morandi attraversa la città. Il ponte che ha subìto il crollo è visibile dalla finestra di tante abitazioni genovesi. Adesso alcune delle case più vicine al disastro dovranno rimanere vuote. Bisogna infatti scongiurare il pericolo di ulteriori cedimenti e le abitazioni adiacenti al ponte non sono considerate sicure in questo momento.

Evacuazione per il rischio crolli

La prima fuga per i residenti di Genova vicini al ponte è stata improvvisa e precipitosa.

Nei giorni successivi al disastro, molti hanno chiesto di poter tornare per qualche minuto alle loro abitazioni. Speranzosi, hanno dato i loro nomi e indirizzi alle forze dell’ordine schierate a decine per chiudere ogni varco. Si tratta degli abitanti di via Fillak e via Porro, le vie residenziali che costeggiano il ponte Morandi. Gli operatori hanno raccolto le loro generalità e li hanno rassicurati. Successivamente i residenti hanno potuto rientrare per brevi momenti nelle loro case. Hanno recuperato animali d’affezione, ma anche medicinali e altri beni di cui non potrebbero fare a meno. La maggior parte degli oggetti di valore, però, è stato necessario lasciarla lì, almeno momentaneamente. Si tratta dei ricordi di una vita e di oggetti insostituibili. Il timore che qualche ladro possa approfittare del momento drammatico sembra purtroppo concreta.

Sciacalli in trasferta pur di approfittare

Sul luogo del disastro, come riporta TorinoToday, sono iniziati proprio in questi giorni alcuni tentativi di sciacallaggio nei pressi delle case lasciate incustodite. Gli sciacalli individuati non sarebbero di Genova, ma addirittura in trasferta da Torino. Si tratterebbe di tre donne torinesi di etnia sinti di 18, 36 e 45 anni. La polizia le ha fermate in via San Donà del Piave, nei pressi del torrente Polcevera. Si trovavano sulla sponda opposta di via Fillak, dove sorgono alcune delle abitazioni degli sfollati del ponte Morandi. La stessa via è stata evacuata a scopo precauzionale. L’avidità avrebbe spinto queste malintenzionate a spingersi nella zona del disastro, pur di sottrarre qualche oggetto di valore. Due delle fermate sono state condannate in un processo con rito direttissimo e sono ristrette nel carcere di Pontedecimo. La diciottenne ha invece ricevuto la misura del divieto di dimora a Genova, con obbligo di firma nella città di Torino, dove avrebbe la residenza.

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