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Gerusalemme, spianata delle moschee: riecheggiano le sirene d’allarme

A Gerusalemme continuano gli scontri nella spianata delle moschee: scattano le sirene d'allarme dopo il lancio di 7 razzi di Hamas

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Cresce la tensione nella spianata delle moschee tra Hamas e il governo israeliano: a Gerusalemme sono scattate le sirene dopo il lancio di 7 razzi da Gaza.

Gerusalemme, spianata delle moschee: scattano le sirene d’allarme

Sale la tensione a Gerusalemme, soprattutto dopo la rivendicazione da parte di Hamas e Saraya al Quds, ala militare della Jihad islamica, del lancio di 7 missili, di cui uno intercettato verso la zone centrale di Israele.

Il lancio è avvenuto, dopo che il movimento aveva dato alle truppe israeliane, un ultimatum chiedendo di liberare la spianata delle moschee entro le ore 18 di lunedì 10 Maggio, ore 17 in Italia. Visto che le condizioni non sono state accettate da Israele, il movimento palestinese Hamas, ha dato seguito alle minacce che erano state rese note anche tramite questo messaggio: “Questo si è trattato di una risposta all’aggressione e ai crimini contro la Città Santa e alle prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa.

Questo è un messaggio che il nemico deve ben comprendere. Se voi continuerete, anche noi proseguiremo. Se vi fermerete, ci fermeremo”.

E così, ecco rieccheggiare ancora una volta le sirene d’allarme a Gerusalemme, con le forze dell’ordine che hanno fatto evacuare le persone al Muro del Pianto della Città Vecchia, oltre a chiudere in anticipo la seduta della Knesset, il Parlamento israeliano. Al momento sembra che sia stata danneggiata solo una casa nel sobborgo di Mevasseret Zion.

Gerusalemme, spianata delle moschee: le tensioni di questi giorni

Le tensioni in questa parte di Gerusalemme, ormai vanno avanti da giorni e sembrano non voler finire. La causa è lo sfratto nella zona est della città Santa, da parte dei coloni israeliani ai danni degli abitanti palestinesi, che vivono nelle zone di Sheikh Jarrah e Silwan da circa sessant’anni. Attualmente la Corte Suprema ha rinviato la decisione sullo sfratto di una ventina di famiglie, dopo che alcuni coloni israeliani si sono visti riconoscere dal tribunale, il diritto di proprietà su alcuni edifici esistenti prima del 1948, ossia della nascita dello Stato d’Israele. Difficile dire al momento chi avrà la meglio, considerando che i palestinesi abitano queste terre da più di sessant’anni. La faida, lo ricordiamo, è nata nel 1967, quando ci fu l’esproprio da parte di Israele, dei territori, case comprese, abitati da palestinesi. Proprio in quell’anno salì alla ribalta Yasser Arafat, che guiderà a lungo la rivolta palestinese nei confronti del popolo israeliano, per la rivendicazione dei territori palestinesi.

Gerusalemme, spianata delle moschee: la risposta di Israele

A seguito del lancio dei razzi palestinesi, non si è fatta attendere la risposta israeliana, tramite un raid che avrebbe ucciso, secondo il portavoce militare israeliano, 3 terroristi di Hamas. Queste le parole del portavoce: -“Prevediamo che i prossimi giorni saranno caratterizzati da combattimenti. Hamas avvertirà in pieno la potenza delle nostre forze armate. La nostra reazione sarà forte, durerà giorni”.

Diversa la versione palestinese sull’esito del raid israeliano, secondo cui sarebbero morte almeno 9 persone, di cui 3 bambini.

In ogni caso il bilancio dall’inizio scontri è pesante: solo tra ieri e oggi, i feriti palestinesi sarebbero oltre 300, inoltre, secondo le stime dell’Unicef, sarebbero 29 i bambini palestenisi feriti, come riportato da Ted Chaiban, direttore regionale dell’Unicef per il Medioriente e il Nord Africa, e Lucia Elmi, rappresentante speciale dell’agenzia in Palestina: -“Negli ultimi due giorni, 29 bambini palestinesi sono stati feriti a Gerusalemme Est, anche nella Città vecchia e nel quartiere di Sheikh Jarrah. Otto minorenni palestinesi sono stati nel frattempo arrestati. Tra i feriti, anche un bambino di un anno. Alcuni bambini, che sono stati portati in ospedale per essere curati, avevano ferite alla testa e alla spina dorsale. L’Unicef ha ricevuto rapporti secondo cui alle ambulanze è stato impedito di arrivare sul posto per assistere ed evacuare i feriti e che una clinica in loco è stata colpita e perquisita”.

Gerusalemme, spianata delle moschee: la presa di posizione dell’Onu

Ad intervenire in questa faida che rischia di acuire enormemente le tensioni tra Israele e la Palestina, è stato il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che ha preso posizione a favore dei palestinesi e delle famiglie che rischiano di essere sfrattate dalle loro abitazioni: -“Esprimo profonda preoccupazione per le continue violenze nella Gerusalemme est occupata, nonché per i possibili sgomberi di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan”. Così come “si esorta Israele a cessare le demolizioni e gli sfratti, in linea con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario. Le autorità israeliane devono esercitare la massima moderazione e rispettare il diritto alla libertà di riunione pacifica”.

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