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Gianni Infantino e la proposta di vendita del 20% del Mondiale a investitori privati

Gianni Infantino e la proposta di vendita del 20% del Mondiale a investitori privati

FIFA ha annunciato un piano per vendere il 20% delle quote del Mondiale a investitori privati, suscitando forte opposizione da parte di UEFA e altri enti del calcio.

Il mondo del calcio è in subbuglio dopo l’annuncio di Fifa di creare una sussidiaria da $20 miliardi per gestire il Mondiale e altri eventi, con l’intenzione di vendere fino al 20% delle quote a investitori esterni. La proposta, avanzata dal presidente Gianni Infantino, ha scatenato una forte reazione da parte delle confederazioni regionali, che si sentono escluse dal processo decisionale.

Infantino ha cercato di rassicurare, definendo la proposta come un’opportunità e non un’obbligo, sottolineando che il processo è parte di una consultazione democratica. Tuttavia, le critiche non si sono fatte attendere, con UEFA che ha definito il piano come un attacco all’anima del calcio.

Le motivazioni dietro la proposta di FIFA

FIFA giustifica la sua mossa come un tentativo di massimizzare i ricavi per sostenere il calcio a livello globale. Il Mondiale è la principale fonte di entrate per l’organizzazione, con miliardi di dollari generati da diritti televisivi, sponsorizzazioni e altri accordi commerciali. La nuova sussidiaria, denominata FIFA Forward Enterprise (FFE) mirerebbe a estendere queste opportunità di finanziamento.

Il modello proposto da FIFA si ispira a competizioni come l’Indian Premier League (IPL) e The Hundred che hanno adottato modelli di franchising con successo. Tuttavia, la differenza principale è che FIFA intende mantenere il controllo maggioritario, vendendo solo una quota minoritaria agli investitori esterni.

Le reazioni negative e le preoccupazioni

UEFA è stata una delle voci più critiche, definendo il piano come un attraversamento di una linea rossa che non dovrebbe mai essere superata. Il presidente della confederazione europea ha affermato che il calcio non è un bene di scambio e che la sua governance non dovrebbe essere commercializzata.

Anche il nuovo primo ministro del Regno Unito, Andy Burnham, ha espresso la sua opposizione, dichiarando che il calcio appartiene ai tifosi e non agli investitori. La sua dichiarazione ha sottolineato che il Mondiale non è un prodotto da vendere, ma il più grande evento sportivo del mondo.

Le preoccupazioni sulla governance

Uno dei principali timori riguarda l’influenza che gli investitori potrebbero avere sulle decisioni relative al calcio. Anche se FIFA assicura che manterrà il controllo, la presenza di investitori privati potrebbe portare a conflitti di interesse e a una perdita di autonomia nelle decisioni sportive.

La Confederazione di Nord, Centro America e Caraibi (CONCACAF) ha espresso preoccupazione per la mancanza di trasparenza e di processo democratico nel piano di FIFA. La confederazione ha dichiarato di non essere stata informata in anticipo e di essere profondamente preoccupata per le implicazioni future.

Il futuro del piano e le possibili conseguenze

Per implementare il piano, FIFA dovrà ottenere l’approvazione della maggioranza delle sue 211 federazioni membri. UEFA ha annunciato che terrà una riunione di emergenza per discutere la proposta e valutare eventuali azioni, tra cui un boicottaggio delle competizioni FIFA.

Infantino ha fissato una scadenza per il 19 settembre per le federazioni di accettare offerte una tantum di $20 milioni come parte del progetto. In una lettera, ha descritto l’opportunità come unica e rivoluzionaria sottolineando la sua responsabilità di presentare tali opportunità ai membri.

Il piano di FIFA arriva in un momento di critiche diffuse al Mondiale 2026, in particolare per i prezzi elevati dei biglietti e dei servizi, che hanno reso l’evento inaccessibile per molti tifosi. Inoltre, decisioni come l’annullamento del cartellino rosso a Folarin Balogun e l’introduzione delle pause di idratazione hanno ulteriormente alimentato le polemiche.

Mentre il dibattito continua, il futuro del calcio sembra essere a un bivio, con FIFA che cerca di modernizzare il modello di business, ma rischiando di alienare le confederazioni regionali e i tifosi in tutto il mondo.

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