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Giornata internazionale contro l’omofobia: un modo diverso per ricordare

17 maggio: la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. L'intervento di Arcigay riguardo la situazione nel Bel Paese

Giornata internazionale contro l'omofobia: un modo diverso per ricordare
Giornata internazionale contro l'omofobia: un modo diverso per ricordare

17 maggio: la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. L’intervento di Arcigay riguardo la situazione nel Bel Paese

Oggi è la giornata che dal 2004 è dedicata alle problematiche riguardo le discriminazioni basate sull’orientamento e sull’identità di genere.

Una giornata nella quale, al centro delle tematiche, emergono quelle relative alle situazioni di omosessuali e transegender nel nostro paese. Nonostante questo sia l’anno delle Unioni civili, non diminuiscono però gli episodi di discriminazione. Arcigay, l’associazione gay e lesbica italiana, interviene nel dibattito, puntando il dito anche contro le istituzioni.

Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, denuncia l’impassibilità delle istituzioni. “La legge approvata alla Camera giace sepolta al Senato, senza alcuna prospettiva”.

Queste le accuse dell’associazione, che ha stilato un report relativo all’ultimo anno.

Il documento è stato costruito attraverso l’analisi dei 12 mesi intercorsi tra il 17 maggio 2016 e la giornata odierna. Il report è frutto di un monitoraggio dei mezzi di comunicazione, locali e nazionali. Sono state quindi considerate quelle notizie, nell’ambito della discriminazione di genere, che hanno suscitato l’attenzione dell’informazione pubblica. Emergono così 196 storie di transfobia e omofobia, un numero quasi raddoppiato rispetto alle cifre dello scorso anno.

Lo stesso Piazzoni ha spiegato come questo documento non possa essere considerato un’analisi esaustiva della situazione italiana. Rappresenta più che altro una fotografia superficiale che è però in grado di fare comprendere quale sia la portata reale del problema.

Il report è diviso in sei sezioni, relative alle caratteristiche con le quali sono emersi episodi di discriminazione, di omofobia e di transfobia. La prima presa in analisi, quella forse più importante e al contempo preoccupante, riguarda l’omofobia istituzionale e i movimenti omofobi. Sono stati presi in considerazione tutti quei casi in cui sono emerse situazioni discriminanti ad opera di soggetti istituzionali o in realtà che si propongono come “autorevoli”. In questa categoria rientrano 62 delle 196 storie totali.

Un numero critico secondo Arcigay, soprattutto se si considera il risvolto che l’azione delle istituzioni può avere sull’opinione pubblica. Discriminazioni e discorsi sull’odio di genere che possono causare influenze su altre realtà in considerazione della legittimità della parola istituzionale.

La seconda sezione del documento è dedicata all’ambiente scolastico, all’interno del quale emergono 15 episodi di discriminazione di genere. A rendere maggiormente critica la situazione, è la diffusione, in questo contesto, di fenomeni come il cyberbullismo o le baby gang, di cui sono sempre più spesso vittima soggetti omosessuali.

Le altre parti del report descrivono una situazione simile relativamente ad ambiti quali lo sport, la cultura, gli omicidi, gli atti e le parole d’odio. All’interno di queste altre categorie si rintracciano le rimanenti storie di episodi caratterizzati dalla discriminazione di genere, che vanno da ingiurie ed insulti verbali fino ad agguati fisici.

Una situazione dunque complessa, ben fotografata dall’associazione Arcigay, di cui si deve tenere considerazione anche al di là della giornata contro l’omofobia.


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